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Chi sperimenta le NDE non è morto sul serio

Chi sperimenta le NDE non è morto sul serio

Chi sperimenta le NDE non è morto sul serio perché è qui tra di noi a raccontarci la sua esperienza. Tuttavia esiste una sottile linea di demarcazione tra la vita e la morte e non è affatto difficile attraversarla in un senso o nell’altro.

Molte delle persone che hanno sperimentato NDE erano collegate a macchinari che hanno registrato elettro-encefalogrammi piatti. Nessuna attività cerebrale e nessun battito cardiaco. C’è anche però chi sostiene che il cervello continua a funzionare anche dopo che l’elettroencefalogramma diventi piatto. Questo per via delle manovre di rianimazione che vengono condotte dai medici.

C’è però da tener presente che alcune persone che affermano di aver vissuto un’esperienza di pre-morte sono state dichiarate morte con tanto di certificato di morte firmato. Alcuni sono già in obitorio, o ci stanno per andare quando si riprendono. Il periodo di tempo in cui un paziente è morto cerebralmente può variare da pochi minuti fino a diverse ore nei casi di NDE. Con periodi di incoscienza così lunghi, il paziente che poi si risveglia non può in alcun modo essere a conoscenza dei dettagli che racconterà i aver visto. Ecco perché è possibile affermare che le NDE sono reali. Non si può dire che chi sperimenta le NDE “non è morto sul serio” dopo un periodo così lungo di ECG piatto.

Questo fenomeno si può solo spiegare con il fatto che la vita continua anche dopo la morte, almeno nel piano spirituale.

Se Non Sei già dei nostri allora ...

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