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Come Evocare i Morti: la Guida Passo Passo in 8 metodi

come evocare i morti

Il solo pensiero di usare la magia nella speranza di resuscitare o evocare i morti suona come una pessima idea. Si potrebbe credere che riportare in vita una persona cara sia fantastico, ma non hai modo di sapere cosa stai davvero riportando in vita.

Fin dalla notte dei tempi le persone hanno cercato modi per riportare in vita i morti. Si tratta di una reazione naturale. Chiunque avrebbe il desiderio che le persone amate possano tornare a vivere anche se fosse solo per un’ultima chiacchierata. È per questo motivo che ci sono miti e leggende a bizzeffe su tutti coloro che avrebbero effettivamente trovato il modo per farlo.

Streghe e necromanti hanno da sempre affermato di possedere incantesimi per riportare in vita i morti, ma in ogni caso, si tratterebbe di un ritorno temporaneo. Il mondo degli spiriti viene di solito scomodato solo per qualche breve comunicazione e poi lasciato di nuovo in pace. Esistono una miriade di rituali che presumibilmente consentono una piccola chiacchierata amichevole con i morti. Qui sono raccolti alcuni dei rituali più popolari per entrare, presumibilmente, in contatto con l’aldilà. Praticamente tutti questi processi di evocazione richiedono oscurità, candele e la mente rilassata e aperta dei partecipanti.

1 – Usare la tavola Ouija per evocare i morti è il metodo più comune

Come evocare i morti

Tra i tanti metodi su come evocare i morti, il più conosciuto è quello della tavoletta Ouija. Che si tratti di una tavola Ouija moderna, acquistata in un negozio di giocattoli o di qualche vecchio cimelio inquietante o addirittura che sia fatta di cartone, le regole e il risultato sono gli stessi.

Una vera tavola Ouija deve indicare l’intero alfabeto, i numeri da 0 a 9, le parole “Sì” e “No” e, soprattutto, “Arrivederci” in basso. La planchette è il dispositivo che facilita la comunicazione. Per utilizzarla, bisogna che ti rilassi, poggi leggermente le dita sulla planchette e semplicemente rivolgi le tue domande ai morti. Se nelle vicinanze c’è qualche presenza, allora questa guiderà la planchette lettere e sui numeri per formare la risposta.

2 – Prova a guardare in uno specchio o in una sfera di cristallo quando cerchi risposte dai morti

Come evocare i Morti

La divinazione, o l’antica arte di guardare allo specchio, è stata utilizzata non solo per comunicare con i morti, ma anche per gettare uno sguardo sul futuro. Streghe e veggenti usano specchi, sfere di cristallo o persino acqua. Insomma qualsiasi superficie riflettente servirà allo scopo. La stanza deve essere completamente buia, ad eccezione di qualche candela accesa e magari dell’incenso, che possono invece fare un po’ di luce.

Se usi uno specchio, metti una delle candele tra te e lo specchio e cerca di posizionarti in modo che la tua immagine non occupi lo specchio. Calma la tua mente, cerca di non pensare a nulla e guarda nello specchio (o nella palla di vetro) e concentra i tuoi pensieri sulla persona morta con cui desideri parlare. L’immagine nella tua mente dovrebbe a questo punto apparire così da poter porre le tue domande. Le risposte potrebbero arrivarti sotto forma di immagini o come emozioni.

3 – Un incantesimo può aiutare a “svegliare il cimitero”

Nell’anniversario della morte di una persona cara, puoi combinare diversi ingredienti naturali per formare incenso da bruciare mentre reciti l’incantesimo di evocazione. Raccolte nei vecchi grimori europei si potevano trovare ricette per queste occasioni. Una ricetta comune consiglia di combinare pepe, aloe, muschio, verbena e zafferano da bruciare in un cimitero. Se hai intenzione di evocare lo spirito nella loro ex casa, puoi adattare la ricetta aggiungendo quella che viene chiamata “Erba Del Bisonte” o tabacco. Bisogna anche munirsi di un oggetto personale che apparteneva al defunto. Questo aiuta ad evocare il giusto spirito ed evitare brutte sorprese. L’incenso deve essere bruciato alle 11 del mattino dall’interno di un cerchio disegnato sale. Poi bisogna recitare un incantesimo come questo:

“Guardiani del regno dello Spirito, ascoltate e guidate la mia supplica. Quando l’ora delle streghe suona vera, porta il mio amico (la persona amata, ecc.) “Tizio e Caio” da me. Altre anime che ascoltano la mia chiamata non sono benvenute in questo luogo. Solo colui noto come “Tizio e Caio” può entrare nello spazio sacro”.

Pronuncia l’incantesimo tre volte, a venti minuti di distanza, e aspetta. I segni di una presenza possono includere l’odore del loro profumo o sigaro preferito, oppure le candele possono spegnersi o iniziare a tremolare in modo irregolare.

4 – Fare una Seduta Spiritica con più persone vuol dire avere più energia

A volte l’energia di un singolo non è abbastanza per convocare uno spirito buono. Una seduta spiritica potrebbe essere davvero utile, poiché (in teoria) gli spiriti possono attingere all’energia del gruppo, che sarà maggiore, e quindi comunicare più facilmente. Tre persone attorno a un tavolo in una stanza a lume di candela dovrebbero bastare, ma più gente sarà coinvolta, meglio è.

È meglio condurre la seduta spiritica in una stanza per lo più buia e illuminata parzialmente solo da candele e, una volta che hai chiamato i morti, attieniti a domande alle quali si può rispondere semplicemente con un “sì” o con un “no”. La comunicazione può essere semplice come chiedere di “battere due colpi per il sì e uno per il no”. Tieni presente, tuttavia, che contattare uno spirito maligno che si spaccia per una persona cara è sempre un rischio, indipendentemente dal metodo di divinazione che stai tentando.

5 – Recitare preghiere per i morti potrebbe aiutare a evocarli

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Pregare per i defunti, secondo molte fedi religiose, non solo fornisce conforto ai vivi, ma anche ai morti. Qualcuno sostiene addirittura che la preghiera stimoli una comunicazione effettiva con il defunto nei sogni.

Poi ci sono quelli che portano l’evocazione dei morti attraverso la preghiera ad un livello completamente diverso, come nel caso del gruppo filmato nel documentario del 2013 “Dead Raisers”. Il documentario è incentrato su di un gruppo cristiano evangelico, che si fa chiamare “The Dead Raising Team”, mentre viaggiano per il mondo resuscitando i morti e guarendo i malati. Il fondatore del gruppo, Tyler Johnson, afferma di aver personalmente riportato in vita 13 cadaveri.

Affermano di essere in grado di resuscitare letteralmente i morti e, infatti, il documentario vede protagonista un uomo di nome Mark DeDio, che afferma di essere morto per overdose di droga, andato all’inferno e riportato in vita da Gesù.

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