in

Esperienza di Pre Morte Italiana: L’incidente Subacqueo

Un istante dopo ero nel mezzo dell’ universo. Fluttuavo e guardavo tutto con curiosità. Mi chiedevo cosa ci facessi là.

esperienze di pre morte

Vi racconto la mia esperienza di pre morte. Mi trovavo in ospedale, a causa di un incidente subacqueo accaduto quel giorno stesso. La sera, per una serie di circostanze, firmai la liberatoria e decisi di uscire dall’ospedale. Andai in pizzeria con i miei amici e compagni team subacqueo di cui facevo parte, tra cui c’era anche un medico chirurgo. Eravamo seduti al tavolo. All’improvviso i miei amici, hanno notato che le mie pupille si stavano restringendo qualche istante prima che io cadessi a terra privo di conoscenza. Il medico che era li con noi ha detto che ero morto.

La mia versione dei fatti

Ricordo che ero seduto al tavolo aspettando che arrivasse la mia pizza. D’un tratto, vidi una sorta di sipario nero che saliva dal basso, e che in breve la mia vista fu completamente oscurata. Un istante dopo ero nel mezzo dell’ universo. Fluttuavo e guardavo tutto con curiosità. Mi chiedevo cosa ci facessi là. Non avevo il minimo ricordo di chi fossi “io” nella vita terrena, nessun immagine, nessun riferimento alla terra, ma avevo la certezza assoluta di essere “Io”, mi riconoscevo cioè come entità pensante, sebbene tutti i riferimenti fossero venuti a mancare. Nonostante tutto, mi meravigliai di non avere un corpo e mi immaginai come fossi un puntino luminoso. Dopo pochissimo tempo in lontananza vidi un piccolo punto nero, diventare sempre più grande. Sembrava un buco nero in avvicinamento, anche se, con il senno del poi, non avrei potuto dire se ero io a muovermi verso il buco nero o viceversa. Entrando nel buco nero vidi che sulla sua soglia era presente un gas bianco-grigio, che sembra ovatta. Io procedo, entro e mi ritrovo in una sorta di tunnel di cui non si vede la fine.

E’ buio, ma mi abituo a questa penombra velocemente e mi domando come potessi riuscire a vedere senza gli occhi. Poco dopo, vedo delle luci velocissime che arrivano dalla direzione opposta alla mia, e mi sfrecciano accanto. Anche da dietro arrivano altre luci che mi sorpassano a velocità folle e spariscono davanti a me, in lontananza. Da dove vengono quelle luci? Dove vanno? Cerco di scorgere la fine del tunnel ma la galleria non è dritta, curva leggermente a sinistra, per cui è impossibile vederne la fine, seppure ci fosse. Tutti i miei sensi terreni erano inalterati, ma con mia grande meraviglia scopro in quella realtà di possederne uno in più, una capacità in più: Se mi concento riesco a vedere dove sto andando. E’ un posto pieno di luce, luce abbagliante e null’altro.

E’ là che stavo andando. Poi pensai che una volta raggiunta la meta non sarei più potuto tornare indietro.

Voglio tornare indietro

E subito dopo mi dissi di voler tornare indietro, di non voler andare vero la luce e così, d’improvviso, mi fermai. Mi meravigliai per quanto fosse stato semplice. Cominciai a retrocedere, come spinto da una corrente. Non mi voltati e la cosa mi colpì molto. Il viaggio di ritorno durò molto meno tempo del percorso che avevo già fatto, e in un attimo mi ritrovai fuori dal tunnel. Ero nuovamente nello spazio. Vedevo le stelle, le nebulose, i pianeti, ed io ero là in mezzo. Pensavo davvero di essere nello spazio siderale. Prima di entrare nel tunnel ero ancora molto sorpreso di quello che stavo vivendo e non avevo potuto apprezzare la bellezza del cosmo.

Adesso invece ero più tranquillo e a guardare tutta quell’immensità mi sono commosso. Poco dopo, in punto ben preciso dello spazio, avverto una presenza, qualcosa, qualcuno non so spiegarlo. In realtà non ho visto e sentito niente, ma mi accorgo che quella presenza era stata sempre là, e mi aveva seguito, mentre ero nel tunnel, ed in qualche modo mi aveva forse aiutato a tornare indietro. Iniziammo un dialogo silenzioso. Un immenso e incondizionato amore. Un flusso di bene. Continuammo così per un pochino, poi in qualche modo ho sentito che dovevo andare. Riuscii ad indugiare volontariamente ancora un poco, con quella sublime entità ma poi capii che era davvero tempo di andare. Ringraziai e mi congedai.

Mi svegliai sul letto di una barella, sorridendo. Attorno a me i miei amici piangevano, c’era tanta gente. Mi si avvicinò il mio amico medico facendomi qualche domanda per capire se avevo subito danni cerebrali. Ero rimasto circa venti minuti in arresto cardiaco. Mi portarono in ospedale, e là restai altre due settimane.

Non parlo spesso della mia esperienza di pre morte ma è una cosa talmente affascinante che dovrò cambiare le mie abitudini e cominciare a parlarne di più.

Fabio

Non ti basta questa esperienza di pre morte? Qui ne troverete delle altre.

Se Non Sei già dei nostri allora ...

Seguici Su Facebook

Che ne pensi?

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

GIPHY App Key not set. Please check settings

Loading…

0
la fasmofobia

La paura dei fantasmi: Fasmofobia

La sciofobia

Chi ha paura delle ombre? La Sciofobia