Esperienze

Un esperienza di pre-morte: Quasi Annegato

Esperienza di pre-morte

Seguiteci mentre vi immergiamo (letteralmente) nella storia di un’esperienza di pre-morte, un episodio fornisce una diversa percezione dell’esistenza per chi l’ha vissuta. In un momento sospeso tra il respiro dell’oceano e il silenzio dell’infinito, un’anima si trova alla soglia dell’eternità, catturata in una danza tra la vita e ciò che l’attende oltre. Questo è il racconto di un viaggio straordinario, un’avventura che trascende i confini del mondo conosciuto, dove il tempo si dilata e la realtà si trasforma. Una narrazione che ci porta a esplorare gli abissi più profondi della psiche umana, dove paura e pace si intrecciano in un intimo balletto.

L’esperienza di pre-morte di Jesse S

Mentre mi lottavo contro una corrente che mi stava spingendo sempre più lontano dalla riva, ho avvertito un senso di calma surreale. Poi ho ceduto e mi sono ritrovato sott’acqua, senza fiato. Stavo lentamente affondando quando mi trovai trasportato in un luogo estraneamente familiare: il salotto di casa mia. Ero lì, su sulla sedia a dondolo, osservando i miei genitori seduti sul divano, avvolti in un silenzio carico di significato. Quella visione era così nitida da sembrarmi reale.

La pace che provavo era indescrivibile, un silenzio e una tranquillità che non avevo mai provato, soprattutto per chi, come me, vive costantemente con il turbine di pensieri generato dall’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività). L’acqua limpida e i raggi di sole che filtravano attraverso le onde coronavano alla perfezione quel momento di estrema consapevolezza. Avevo una chiarezza mentale mai raggiunta prima.

Minuti che sembravano ore

La mia percezione del tempo si dilatò, i minuti trascorsi sotto l’acqua mi parvero ore, e i miei sensi furono amplificati oltre ogni normale esperienza. La visione di me stesso, in salotto, sulla sedia a dondolo mentre in realtà stavo per annegare, era così vivida che smentiva in piento la mia incapacità di visualizzare chiaramente le immagini dei miei ricordi.

Quando finalmente fui tratto in salvo, il mondo mi apparve pallido e privo di significato. Mi sentivo male per aver ingerito molta acqua salata ma oltre questo malessere, sentivo che in me era avvenuto un cambiamento profondo, una trasformazione che ancora oggi, a distanza di oltre un decennio, porto con me.

L’eredità di questa esperienza

Quel giorno dell’11 novembre 2012, non mi sono mai distaccato completamente dal mio corpo. La consapevolezza acuta e la pace interiore che provai furono un contrasto netto con il caos che mi circonda quotidianamente.

Nonostante io sia ateo, quella esperienza non mutò le mie convinzioni spirituali, ma trasformò il mio approccio alla vita. La voglia di tornare alla realtà, spinto dall’amore per i miei genitori e dalla consapevolezza del dolore che la mia perdita avrebbe causato loro, mi aiuto a superare quell’esperienza. Non ho incontrato entità e non ho ricevuto messaggi eppure il quella sensazione di serenità assoluta è ormai radicata in me.

Raccontare questa esperienza di pre-morte, condividerla con gli altri, è stato un processo di catarsi. Sebbene l’aspetto fisico dell’evento sia facile da spiegare, le emozioni provate sono difficili da trasmettere.

Con il passare del tempo, la realtà di quanto vissuto si è consolidata, un faro che continua a illuminare il mio percorso con una luce diversa, una guida verso l’approfondimento di me stesso e dell’universo che mi circonda. Nessun’altra esperienza ha mai riprodotto quella profondità di consapevolezza, quel contatto con una pace tanto assoluta quanto

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