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Le Esperienze di Pre-Morte possono essere indotte dalla meditazione

Qualcuno sostiene che non bisogna morire per dare uno sguardo a ciò che accade dopo la morte. Uno studio sostiene che le Esperienze di pre-morte possono essere indotte dalla meditazione.

Anche La Scienza è interessata alle Esperienze di Pre Morte

Le esperienze di pre-morte (NDE) sono eventi che trovano sempre più spazio nella ricerca empirica. Tuttavia, ad oggi, nessuno studio ha indagato se il fenomeno dell’esperienza di pre-morte possa davvero essere indotta dalla meditazione (MI-NDE), come riportato in antichi testi buddisti. Dato che alcuni meditatori buddhisti sostengono di poter indurre NDE a proprio piacimento, queste MI-NDE possono rendere le NDE più accessibili e quindi essere d’estremo aiuto alla comprensione della psicologia nei processi legati alla morte.

Un team di scienziati guidati dal dottor William Van Gordon dell’università di Derby, ha reclutato 12 meditatori buddisti e ha confrontato la loro MI-NDE con altre due differenti pratiche di meditazione, usandole come parametro di controllo. Lo studio è durato la bellezza di tre anni.

I risultati dell’esperimento

I risultati hanno dimostrato che rispetto alle altre meditazioni usate come condizioni di controllo, la meditazione buddista era molto più profonda con maggiori esperienze mistiche e aumentata sensazione di distacco dal corpo.

A differenza di quanto accade nelle normali NDE, i partecipanti erano consapevoli di sperimentare una NDE indotta dalla meditazione e mantennero il controllo sul suo contenuto e sulla sua durata. Grazie a questo esperimento, i ricercatori hanno confermato le sensazioni ancora inesplorate o scarsamente descritte dopo una NDE “regolare” (ossia non indotta dalla meditazione). Inoltre, grazie alle esperienze di pre-morte indotte dalla meditazione sarebbe per la scienza eticamente accettabile, ricerche future reclutare meditatori al fine di valutare in tempo reale i cambiamenti nell’attività neurologica durante le NDE.

Come praticare la meditazione buddista

Come praticare la meditazione buddista

Esistono differenti tipi di meditazione buddista e quindi differenti tecniche su Come praticare la meditazione buddista. La meditazione buddista basilare e forse anche più famosa è la Meditazione Samatha dove è molto importante concentrarsi su un punto focale, ad esempio sul respiro. Tutti i pensieri che arrivano durante la meditazione devono essere semplicemente “osservati” e lasciati fluire via

Nella Meditazione Vipassana, che è una delle più antiche pratiche di meditazione buddista, si richiede invece una consapevolezza profonda di ciò che sta accadendo in ogni momento intorno a noi. Con la meditazione Vipassana l’individuo è incoraggiato concentrarsi al massimo così da ottenere la vera comprensione della natura della propria realtà.

La meditazione Samatha

  1. Siediti in una posizione di meditazione che ritieni confortevole. La posizione non deve far male alla schiena o alle ginocchia.
  2. Mantieni la schiena dritta e cerca di trovare il giusto equilibrio per non essere né troppo rigido né troppo rilassato.
  3. Il respiro è importantissimo. Non devi cambiare il tuo modo di respirare. Non usare la respirazione addominale o fare inspirazioni più profonde come invece richiedono altre tecniche di meditazione. Respira normalmente.
  4. Mantieni la tua attenzione sul respiro, senza però renderlo un esercizio di pura concentrazione. Immagina di essere curioso di scoprire meglio come funziona il tuo modo di respirare.
  5. Quando un pensiero si affaccia nella tua mente, notalo appena, ma senza lasciarti coinvolgere. Osservali arrivare e poi lasciali andare, tornando concentrarti sul respiro.

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