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Fuochi Fatui: Spiriti, fantasmi o fenomeno naturale?

Fuochi Fatui

Mettetevi comodi perché questo articolo sui fuochi fatui sarà bello lungo. Andremo in profondità addentrandoci tra miti, leggende, fantasmi e … scienza! Per una volta, scienza e paranormale hannio qualcosa in comune. Nessuna delle due ha un’idea precisa di cosa siano i fuochi fatui. Emissioni gasose? Bioluminescenza? O forse fate? Fantasmi di bambini mai nati? Vediamo quali sono le varie ipotesi!

La Leggenda dei Fuochi Fatui

Per migliaia di anni, persone in tutto il mondo, hanno riferito di aver visto luci spettrali nella foresta e nei campi una volta calata la notte. Questi fuochi fatui sembravano davvero come la fiamma di una lanterna, quindi i viaggiatori notturni venivano spesso attirati fuori dal loro percorso per andare a vedere se qualcuno avesse bisogno di aiuto, rischiando magari di finire loro stessi nei guai.

Fuochi Sciocchi

I fuochi fatui erano talvolta chiamati “ignis fatuus”, una frase latina che significa “fuoco sciocco”. Questo nome perché infondo, il fuoco non era reale. Non c’era nessun fuoco. Era solo un’illusione. Il fuoco fatuo potrebbe apparire come una fiamma tremolante nelle brughiere o nelle aree boschive o addirittura come una sfera fluttuante di luce blu-verde nei pressi di aree paludose e acquitrinose.

Alcuni resoconti di avvistamenti di fuochi fatui affermano che la luce era “così brillante da far strizzare gli occhi alle persone“. Altre volte si diceva che le luci fossero al contrario “così fioche da poter essere viste a malapena“. Ma dell’aspetto dei fuochi fatui ne parleremo meglio più avanti.

I Fuochi Fatui sono “Luci Seducenti” che hanno attirato persone in zone pericolose

Quesi tutte le leggende concordano su un fatto: il fuoco fatuo appare inizialmente innocuo o addirittura giocoso, ma si tratta di uno sporco trucco. I fuochi fatui erano davvero malevoli, si diceva, e servivano da espediente per attirare i viaggiatori fuori dai sentieri battuti e metterli in pericolo. Secondo altre storie, invece, seguire i fuochi fatui li avrebbe portati nel regno delle fate. Accettereste di correre il rischio sapendo di andare incontro alle fate o a morte certa

La leggenda di Will-o-the-wisp

In inghilterra, il fuoco fatuo è conosciuto con il nome di “Will-o-the-wisp”. Secondo la leggenda, le luci fantasma sono iniziate quando un fabbro dispettoso di nome Will che ha causato ogni tipo di problema durante la sua vita è morto. Salito in Paradiso, Will ha incontrato San Pietro nei pressi dei Cancelli Perlati. Il Santo, però disse a Will che non era degno di entrare in paradiso, rimandandolo sulla Terra per avere una seconda possibilità. Will però, una volta tornato sulla terra ha continuando a combinare guai e a dare fastidio anche più della prima volta. Per punirlo San Pietro lo bandì definitivamente dall’aldilà, lasciando Will a vagare per la Terra senza un posto dove andare. Il diavolo ebbe pietà di lui e gli offrì un pezzo di zolfo in fiamme per tenersi al caldo, ma Will lo usò invece per attirare le persone alla morte. Ben fatto Will!

In Irlanda invece …

Una versione irlandese del racconto ha come protagonista un poco di buono di nome Drunk Jack (Jack l’ubriacone) o Stingy Jack (Jack il taccagno) che fa un patto con il diavolo, offrendo la sua anima in cambio del pagamento del suo conto in un Pub. Quando il Diavolo viene a riscuotere il dovuto, Jack lo inganna facendolo arrampicare su un albero e poi intagliando una croce sul tronco, impedendogli di scendere.

In cambio della rimozione della croce, il diavolo rinuncia all’anima di Jack. Tuttavia, poiché nessuno così tanto cattivo come Jack sarebbe mai stato autorizzato a entrare in paradiso, Jack, alla sua morte, è costretto a viaggiare fino all’inferno a reclamare un posto lì.

Il diavolo, per vendetta, gli nega l’ingresso concedendo a Jack una piccola brace dalle fiamme dell’inferno per illuminare il suo cammino nel mondo crepuscolare a cui le anime perse sono condannate per sempre. Jack metterà quindi la piccola brace in una zucca intagliata che userà da lanterna.

Idee confuse!

Non solo sventura ed inganni. Secondo altre leggende, i fuochi fatui erano molto più che bizzarre luci che attiravano le persone fuori strada o apparizioni che preannunciavano la morte. Le loro apparizioni potevano infatti predire il futuro o mostrare alle persone il percorso previsto nella vita. Potrebbero anche rivelare il punto in cui una fata o un folletto ha seppellito un tesoro. 

I Fuochi Fatui sono un fenomeno globale

Ma se i fuochi fatui sono stati visti in tutto il mondo, non può essere soltanto colpa del britannico Will. In quasi tutti i casi, i racconti e le leggende collegano i fuochi fatui agli spiriti e alle anime perdute rimaste intrappolate tra il paradiso e l’inferno. Ad esempio, nei Paesi Bassi, gli “irrbloss” sono le anime dei bambini non battezzati e le luci inviterebbero le persone ad andare in acqua dove così da essere battezzate. Gli “Aleya” dell’Asia sono strane luci che, secondo la leggenda, infestano il luogo in cui una persona è morta. Ci sono poi i “luz mala” sudamericani che altro non sono che gli spiriti dei morti che portano luci fantasma. Nella tradizione creola in Louisiana, i “fifollet” sono le anime illuminate delle persone che sono state rimandate sulla Terra dal cielo per espiare le loro colpe delle loro vite malvagie.

I Fuochi Fatui nell’Europa continentale

Nel folklore europeo, queste luci sono ritenute spiriti dispettosi dei morti, o altri esseri soprannaturali o spiriti come le fate, che cercano di portare fuori strada i viaggiatori. Qualche volta luci fantasma ondeggianti venivano segnalate nella notte lungo i binari della ferrovia. In questo caso però si presume che il movimento ondeggiante delle luci sia dovuto alla presenza dei fantasmi di ferrovieri morti presumibilmente uccisi sul lavoro tra il nono e il decimo secolo.

A volte si crede che le luci siano gli spiriti di bambini non battezzati o nati morti, che svolazzano tra il paradiso e l’inferno. Le moderne tesi occultiste, che seguono fedelmente gli scritti alchemici di Paracelso, le mettono in correlalazione con la Salamandra, creatura del fuoco in grado di tenere vive le fiamme, riuscendo ad attraversarle rimanendo illesa.

Europa settentrionale

In Svezia, il fuoco fatuo rappresenta l’anima di una persona non battezzata che cerca di condurre i viaggiatori all’acqua, nella speranza di essere anch’essa battezzata.

Danesi, finlandesi, svedesi, estoni, lettoni, lituani e irlandesi e tra alcuni altri gruppi credevano che un fuoco fatuo segnasse anche la posizione di un tesoro in profondità nel sottosuolo o nell’acqua, che poteva essere preso solo quando il il fuoco era lì. A volte erano necessari anche trucchi magici e persino la mano di un morto per scoprire il tesoro. 

In Finlandia e in altri paesi del nord si credeva che l’inizio dell’autunno fosse il momento migliore per cercare fuochi fatui e tesori sotto di loro. Si credeva che quando qualcuno nascondeva un tesoro, nel terreno, lo rendesse disponibile solo il giorno di San Giovanni (24 giugno) e utilizzasse un fuoco fatuo per segnare il luogo e l’ora esatti in modo che potesse tornare a prendersi il tesoro.

Gran Bretagna

Il fuoco fatuo può essere trovato in numerosi racconti popolari in tutto il Regno Unito ed è spesso rappresentato come un personaggio malizioso nelle varie storie. Nel folklore gallese, si dice che la luce sia il “fuoco delle fate” tenuto nelle mani di una púca , o pwca, una piccola fata simile a un goblin che conduce maliziosamente i viaggiatori solitari fuori dai sentieri battuti di notte. Mentre il viaggiatore segue la púca attraverso la palude o l’acquitrino, il fuoco si spegne, lasciandoli disorientati e persi. Si dice che il púca sia uno dei Tylwyth Teg, o famiglia delle fate. 

In Galles la luce predice un funerale che avrà luogo a breve in quella località. 

Ecco il racconto di un contadino che incontra una Pùca.

Un contadino che torna a casa al tramonto vede una luce brillante che lo precede. Guardando più da vicino, vede che la luce è una lanterna sorretta da una “piccola figura oscura” e decide di seguirla per diverse miglia. All’improvviso si ritrova in piedi sull’orlo di un vasto baratro con un torrente d’acqua ruggente che scorre sotto di lui. In quel preciso momento il portatore di lanterne scavalca il varco, alza la luce sopra la sua testa, emette una risata maliziosa e spegne la luce, lasciando il povero contadino lontano da casa, fermo nel buio pesto ai margini del un precipizio. 

Tuttavia, i fuochi fatui non sono sempre considerati pericolosi. Ci sono alcune storie raccontate sul fatto che i fuochi fatui siano guardiani di un tesoro che conducono i coraggiosi disposti a segurlo verso ricchezze sicure

Altre storie raccontano di viaggiatori che si perdono nei boschi e si imbattono in un fuoco fatuo. A seconda di come questi viandanti hanno trattato il fuoco fatuo, lo spirito li avrebbe fatti perdere ulteriormente nei boschi o guidali fuori.

Pixie-Lights

Al fuoco fatuo vengono correlate anche le Pixie-Lights (Gnomi delle Liuci) del Devon e della Cornovaglia. Questi Pixie hanno spesso guidato i viaggiatori lontano dalla rotta sicura e affidabile verso paludi illuminate da luci incandescenti. Le Pixie-Lights sarebbero in grado di generare suoni inquietanti.

La controparte tedesca delle Pixie-Lights erano le Weisse Frauen (Dame Bianche) che spesso tormentavano coppiette in amore illuminandole nella privacy del buio e producendo suoni osceni di baci e altro, che venivano sempre male interpretati dai genitori dei giovani amanti.

Pixy-Light era anche associato alle Lambient Lights che proteggevano le tombe degli “Antichi Norvegesi”. Nel folklore della Cornovaglia, c’è invece Colt Pixy, un folletto che ha preso la forma di un cavallo e si diverte a fare brutti scherzi come nitrire agli altri cavalli per portarli fuori strada.

A Guernsey (un’isola nel Canale della Manica al largo della costa della Normandia), i fuochi fatui sono conosciuti come faeu boulanger (fuoco rotolante) e si crede che si tratti di un’anima perduta. Di fronte allo spettro del faeu boulanger, la tradizione consiglia due rimedi. Il primo è quello di capovolgere il berretto o il cappotto. In questo modo il faeu boulanger perderà le sue tracce. L’altra soluzione è conficcare un coltello nel terreno, con la lama in alto. Il faeu, nel tentativo di uccidersi, si getterà sulla lama.

I Fuochi Fatui in Asia

Aleya (o luce fantasma della palude ) è il nome dato a uno strano fenomeno di luce inspiegabile che si verifica sulle paludi come osservato dal popolo bengalese, in particolare dai pescatori del Bengala occidentale e del Bangladesh

Questa luce sarebbe in grado di confondere i pescatori, facendo perdere loro l’orientamento. Se i pescatori decidono di seguire queste luci, rischierebbero addirittura l’annegamento. Le comunità locali della regione credono che queste strane luci sospese sulla palude siano in realtà prodotte dai fantasmi di pescatori morti pescando. 

Chir batti (letteralmente traducibile come luce fantasma), è uno strano fenomeno di luci danzanti che si verifica nelle notti buie. Queste luci sono state osservate nelle praterie di Banni, con le sue zone umide paludose stagionalie e nell’adiacente deserto delle saline paludose del Rann di Kutchvicino al confine indo-pakistano nel distretto di Kutch, nello stato del Gujarat, in India. Gli abitanti dei villaggi locali hanno da sempre visto queste sfere di luce a volte in ferme, a volte in volo e le chiamano Chir Batti nella loro lingua Kutchhi-Sindhi Con Chir che significa fantasma e Batti che significa luce.

In Giappone

Fenomeni simili sono descritti anche nel folklore giapponese. Nel paese del Sol Levante troviamo infatti Hitodama (“Anima umana”, intesa come una palla di energia), Hi no Tama (Palla di fuoco), Aburagae, Koemonbi, Ushionibi, e altri. Tutti questi fenomeni sono descritti come palle di fuoco o luce, a volte associata ai cimiteri, ma presente in tutto il Giappone nel suo insieme in un’ampia varietà di situazioni e luoghi.

Sud America

L’equivalente brasiliano del fuoco fatuo è il Boi-tatá. A seconda delle regioni, questo può assumere nomi simili come ad esempio: Boitatá , Baitatá , Batatá , Bitatá , Batatão , Biatatá , M’boiguaçu, Mboitatá e Mbaê-Tata.

Il nome deriva dalla lingua dell’Antico Tupi e significa “serpente infuocato” (mboî tatá). I grandi occhi infuocati del mboî tatá lo lasciano quasi cieco di giorno, ma di notte riesce a vedere tutto. Secondo la leggenda, Boi-tatá era un enorme serpente sopravvissuto a un grande diluvio. Un “boiguaçu” (anaconda) lasciò la sua grotta dopo il diluvio e, al buio, percorreva i campi depredando animali e cadaveri, nutrendosi esclusivamente di quello che era il suo boccone preferito: gli occhi. È proprio quindi la luce raccolta dagli occhi mangiati che ha conferito a “Boitatá” il suo sguardo infuocato.

In Argentina e Uruguay il fenomeno del fuoco fatuo è noto come Luz Mala (luce malvagia) ed è uno dei miti più importanti nel folklore di entrambi i paesi. Questo fenomeno è piuttosto temuto e si osserva maggiormente nelle zone rurali dell’argentina. Consiste in una sfera di luce estremamente brillante che galleggia a pochi centimetri da terra.

Il fenomeno del Fuoco Fatuo in Messico

Anche il Messico ha i suoi equivalenti dei Fuochi Fatui. Ci sono le Brujas (streghe), che si sono trasformate in queste luci. Il motivo di questa trasformazione, tuttavia, varia a seconda della regione. Secondo un’altra spiegazione, i fuochi fatui sono luci che indicano i luoghi in cui sono sepolti oro o altri tesori nascosti che possono essere trovati solo con l’aiuto dei bambini. In questo sono chiamati luces del dinero (luce dei soldi) o luces del tesoro (luce del tesoro).

Risalendo l’America

L’area paludosa del Massachusetts è conosciuta come Bridgewater Triangle. Si dice che questa palude sia infestata da sfere di luce spettrali avvistate anche in tempi recenti.

L’equivalente australiano dei Fuochi Fatui

Secondo quanto riferito, l’equivalente australiano dei fuochi fatui è noto come Min Min. In molti affermano di averla vista in alcune parti dell’entroterra dopo il tramonto. Si dice che la maggior parte degli avvistamenti si sia verificata nella regione chiamata Channel Country.

Storie su Luci Fantasma possono essere trovate anche nella motologia aborigena precedente all’insediamento occidentale della regione e da allora sono diventate parte del più ampio folklore australiano. Gli indigeni australiani ritengono che il numero di avvistamenti sia aumentato insieme al crescente ingresso di europei nella regione. Secondo il folklore, le luci a volte seguivano o si avvicinavano alle persone. Se si provava a sparare alle luci, queste scomparivano per poi riapparire in più tardi.

L’osservazione dei Fuochi Fatui

Il fuoco fatuo viene generalmente descritto come qualcosa di piuttosto elusivo, misterioso ed effimero. Storicamente, però, il fenomeno è stato descritto da osservatori nella letteratura di molti paesi e si riferisce chiaramente a un evento reale ampiamente descritto e riportato da viaggiatori in Europa e Nord America che attraversavano di notte habitat pericolosi, generalmente paludosi. Il fenomeno dei fuochi fatui è stato anche descritto da Milton nel suo poema Paradiso Perduto:

Come quando un vagante fuoco fatuo

denso di qualche untuoso vapore che la notte

condensa e attorno lo circonda il gelo, agitandosi

si accende e sprigiona una fiamma (si dice

che vi sia spesso presente un Fantasma maligno),

aleggiando in bagliori con luce ingannevole svia

lo stupefatto viandante notturno e lo spinge

fra pantani e acquitrini e stagni e gore restandovi

inghiottito e perduto, lontano da ogni soccorso.

JOhN MILTON (PARADISO PERDUTO, 1667)

Alla pagina seguente, parleremo dei Fuochi Fatui, dal punto di vista della Scienza

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