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Cos’è il Purgatorio?

Vediamo come (e se) i Testi Sacri Cristiani descrivono il purgatorio

Il Purgatorio

Il Catechismo della Chiesa Cattolica definisce il Purgatorio come la “purificazione, per raggiungere la santità necessaria ad entrare nella gioia del cielo“. Al purgatorio sono destinati quelli che “muoiono nella grazia e nell’amicizia di Dio, ma che ancora non sono perfettamente puri“. È ovvio che questa purificazione è del tutto differente dalla punizione che spetta ai dannati dell’inferno La purificazione è necessaria perché, come insegna la Scrittura, nulla di impuro entrerà alla presenza di Dio in cielo.

Cosa succede in Purgatorio?

Quando moriamo, siamo sottoposti a quello che viene definito Giudizio Individuale. La Scrittura stabilisce che gli uomini muoiano una volta sola, e che dopo la morte si venga giudicati. Veniamo giudicati immediatamente e riceviamo, nel bene o nel male ciò che chi spetta. Sappiamo subito a cosa siamo destinati.

Alla fine dei tempi, quando Gesù tornerà sulla terrà ci sarà invece, il Giudizio Universale nel quale tutti i nostri peccati verranno resi noti a tutti. È nel periodo che intercorre tra il Giudizio Individuale e quello universale che l’anima viene purificata dalle restanti conseguenze del peccato.

La Chiesa cattolica e il denaro delle messe

Un argomento che gli anticattolici usano spesso per attaccare la figura del purgatorio è l’idea che la Chiesa cattolica deve la maggior parte della sua ricchezza alla dottrina del purgatorio. I conti, però, non tornano.

Quando un cattolico richiede una messa commemorativa per i morti, cioè una messa recitata a beneficio di un anima in purgatorio, è consuetudine lasciare un offerta al parroco, ma non è obbligatorio. Questo denaro va al parroco e ai sacerdoti ed è comunque consentito ricevere solo una offerta di questo tipo al giorno. Insomma nessuno si arricchisce con una sola offerta al giorno, soprattutto non la Chiesa, che comunque non riceve i soldi delle offerte.

Le messe domenicali sono spesso molto affollate. Molta gente offre anche uno o due euro, ma non è escluso che qualcuno metta nel cestino delle offerte anche cinque euro. Una parrocchia può tenere quattro o cinque o sei messe la domenica. Il totale delle raccolte domenicali supera dunque di gran lunga l’importo irrisorio ricevuto dalle messe commemorative in favore delle anime del purgatorio.

Il Purgatorio è una “invenzione” cattolica?

Quelli che affermano che il purgatorio sia un’invenzione fatta apposta per spillare danaro, non sono in grado di dire quando il purgatorio sarebbe stato inventato. Qualcuno di questi da la colpa a Papa Gregorio Magno, che regnò dal 590 al 604 dC.

Quest’affermazione però difficilmente si concilia con la richiesta di Monica, madre di Agostino, che chiedeva al figlio, nel IV secolo, di ricordare la sua anima nelle sue messe. La richiesta di Monica non avrebbe senso, a meno che lei non sappia già che la sua anima trarrebbe beneficio dalle preghiere.

Gregorio viene anche assolto da graffiti scoperti nelle catacombe, dove i cristiani durante le persecuzioni dei primi tre secoli incidevano preghiere per i morti.

Alcuni dei primi scritti cristiani al di fuori del Nuovo Testamento, come possono essere gli Atti di Paolo e Tecla e il Martirio di Perpetua e Felicita (entrambi scritti durante il secondo secolo), fanno riferimento alla pratica cristiana di pregare per i morti. I cristiani avrebbero pregato per i morto solo se avessero creduto nel purgatorio, anche se eventualmente quel luogo di dimora per le anime fosse stato conosciuto con un nome differente da “Purgatorio”.

Nessuna traccia nelle Sacre Scritture

La parola purgatorio non si trova da nessuna parte nelle Sacre Scritture. Vero. Ma questo non vuol dire che il purgatorio non esista o che non sia stato parte dell’insegnamento della Chiesa. Neanche le parole Trinità e Incarnazione sono presenti nelle Sacre Scritture, tuttavia questi concetti sono chiaramente descritti in esse. Allo stesso modo, la Scrittura insegna che il purgatorio esiste, anche se non usa quella parola.

L’apostolo Paolo ci dice ad esempio che, quando saremo giudicati, il lavoro di ogni uomo sarà messo alla prova. Se il lavoro di un uomo giusto fallisce la prova “Egli si salverà mediante il fuoco”. Questo fuoco non può riferirsi all’inferno, poiché nessuno si salva dall’inferno. Allo stesso modo non si può riferire al Paradiso perché in paradiso non c’è sofferenza. Se ne deduce che un purgatorio, tra il paradiso e l’inferno deve esserci.

Ancora. La Bibbia parla spesso di preghiere per i morti. Non avrebbe senso pregare per i morti se non ci fosse un luogo, un purgatorio, dove queste preghiere in effetti possono agire.

Pregare per i morti è una pratica svolta sin da prima del tempo di Cristo. Non solo possiamo dimostrare che era praticata dagli ebrei al tempo dei Maccabei, ma è stata persino mantenuta dagli ebrei ortodossi oggi, che recitano una preghiera nota come Kaddish per undici mesi dopo la morte di una persona cara.

Perché si va in purgatorio?

Perché qualcuno dovrebbe andare in purgatorio? Per essere purificati, poiché “nulla di impuro entrerà nei Cieli” (Apocalisse 21:27). Chi non è stato completamente liberato dal peccato è, in una certa misura, “impuro”. Grazie al pentimento potrebbe aver ottenuto la grazia necessaria per essere ammesso in paradiso, ma solo dopo essere stato completamente purificato.

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