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Julie Papievis: Un biglietto Andata e Ritorno per il Paradiso

Julie Papievis

Quando aveva 29 anni, Julie Papievis ha avuto un incidente d’auto che l’ha lasciata in bilico tra la vita e la morte. Mentre tornava a casa dopo essere stata ad un centro commerciale, un giovane ha bruciato un semaforo rosso, correndo verso di lei a 80 Kilometri orari. L’impatto le ha causato una lesione al tronco encefalico. Anche se i soccorsi sono arrivati in pochi minuti, dopo che i vigili del fuoco l’hanno tirata fuori dalle lamiere, non sono stati in grado di rilevare il polso o la pressione sanguigna. Giunta priva di sensi in ospedale, le scansioni cerebrali non hanno mostrato alcuna funzione cerebrale.

Nessuna speranza per Julie Papievis

Il tasso di sopravvivenza ad una lesione al tronco encefalico è molto scarso. La lesione di Julie Papievis era molto grave e i medici non pensavano che si sarebbe mai svegliata. Il coma di Julie perdurava e dopo diverse settimane, il personale dell’ospedale non dava speranza di guarigione e ha esortato i suoi genitori a spostarla in una casa di cura.

Chi subisce una grave lesione al tronco cerebrale, non riesce a respirare, o a parlare. Non può nutrirsi e non ha controllo sulle funzioni corporee. È un’esistenza che può considerarsi miserabile. Nessuno tra medici ed infermieri si aspettava Julie Papievis si sarebbe mai ripresa.

Gli unici a non mollare mai, sonio stati i suoi genitori, che si sono rifiutati di rinunciare alla speranza. Loro la comunità della locale chiesa continuavano a pregare per un miracolo e, con stupore dei suoi medici, sei settimane dopo l’incidente, Julie Papievis si svegliò.

Finalmente Julie Papievis si risveglia

Julie ricorda i momenti subito successivi al suo risveglio: «Non riuscivo a deglutire. Il mio occhio sinistro non voleva saperne di aprirsi. Non riuscivo a sentire nulla dall’orecchio sinistro. Mi avevano messo i pannolini e mi almentavo con un tubicino». Nonostante tutti quei problemi, la speranza e la forza d’animo di Julie Papievis erano fortissime. «Non mi sono mai sentita sola. Ho sempre sentito il Signore accanto a me durante tutto il mio percorso di guarigione. Dal momento in cui mi sono svegliata, so che lui era lì con me. Potevo percepire la sua presenza grazie all’esperienza che ho avuto mentre ero in coma».

Scorci di un Paradiso enorme

«Il paradiso che ho visto era così vasto che non c’era un vero inizio o una vera fine. Era semplicemente la pace perfetta. Ero consapevole di essere in quel posto perché ero morta. Lo sapevo e non avevo paura. Non avevo paura di essere lì. Ero felice. Era come se fossi finalmente a casa e volevo restarci». Ha raccontato Julie Papievis.

L’Incontro con la nonna

«Ho visto mia nonna in piedi accanto a me che disse: “Non puoi restare con noi. Devi tornare indietro”. Le ho risposto che non volevo tornare indietro perché il mio corpo era dolorante e paralizzato, ma lei mi ha risposto “Il tuo corpo guarirà”. In quel momento ho sentito la sensazione come se qualcuno fosse venuto e mi avesse messo una calda coperta sulle spalle e poi mi avesse abbracciata. In quel momento ho capito che ero alla presenza di Nostro Signore. L’ho sentito. Lo sapevo, e poi mia nonna disse: “Torna indietro e sii felice”. Poco dopo mi sono svegliata nel letto dell’ospedale». Julie Papievis era viva, ma la sua strada verso la guarigione era difficile, sia sul piano fisico che mentale.

La lunga riabilitazione …

«Continuavo a pensare e a dire: Dio, perché non mi hai lasciato stare lì? Perché mi hai riportato in questo corpo che non funziona e devo lottare così duramente per fare tutto?» L’unica cosa che trasmetteva a Julie Papievis la forza di proseguire con la riabilitazione era quella promessa che le aveva fatto sua nonna: il tuo corpo guarirà.

Dopo due mesi di terapia fisica, la sensazione e il movimento sono tornati lentamente al suo fianco sinistro. Il progresso di Julie Papievis è stato a dir poco miracoloso.

… e la rinascita

Dieci anni dopo il suo incidente, Julie Papievis si è allenata duramente per partecipare e terminare una gara indoor di triathlon.

«Quando le persone sentono la mia storia e vengono a sapere che ho fatto un triathlon, dicono che è impossibile», dice Julie, “ma credo che nulla sia impossibile, perché sono stata di fronte al Signore. Da allora ssento che tutto è possibile».

Dalla sua esperienza, Julie Papievis ha deciso di scrivere un libro che possa aiutare la gente a non perdere la fede e la speranza: Go Back And Be Happy, Torna indietro e sii felice.

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