Cultura

L’Arte giapponese di contemplare i morti

l'arte giapponese di contemplare i morti - cosa c'è dopo la morte

Nel corso della sua storia, l’arte ha molte volte rappresentato la morte. Che si tratti di scheletri, teschi o di ricercate architetture cimiteriali, l’arte ha sempre cercato di esaltare la bellezza della morte. L’arte giapponese di contemplare i morti prende il nome di Kusôzu.

Kusôzu

Questa particolarissima arte giapponese di contemplare i morti chiamata Kusôzu, consiste in dipinti ad acquerello raffiguranti il lento decadimento di un corpo, solitamente femminile, dal primo momento della morte fino allo stadio più avanzato di decomposizione. Kusôzu è stato introdotto in Giappone nell’VIII secolo ed è rimasto molto popolare fino al XIX secolo durante il periodo Edo. Era possibile trovare arte Kusôzu su rotoli o libri stampati.

Di ispirazione buddista

Sia l’arte del Kusôzu, che la sua contropartita letterale, la poesia kusôkanshi, sono state ispirate da antiche credenze buddiste che invitavano i seguaci a meditare sulla natura temporanea della e del mondo fisico. A questo scopo era importante concentrarsi sulla decomposizione del corpo dopo la morte. A questo scopo Kusôzu aiutava a mettere in mostra l’impurità del corpo umano attraverso la sua decomposizione. Fissare un corpo in decomposizione avrebbe tra l’altro aiutato gli spettatori ad allontanare desideri sessuali rendendo più semplice la via all’illuminazione.

I nove stadi di decadimento corporeo nell’arte Kusôzu

Nell’arte Kusôzu gli stadi di decadimento corporeo sono nove. Un famoso esempio di arte Kusôzu è “Corpo di una cortigiana in nove fasi”, un dipinto a inchiostro e colore su un rotolo di seta del 1870 di Kobayashi Eitaku. In quest’opera, tuttavia alcune fasi non vengono rappresentate.

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Il rotolo inizia con una bella cortigiana che si rilassa prima della sua morte.
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Nell’immagine successiva, la cortigiana è morta,.Il suo corpo è disteso e la metà superiore del suo corpo è esposta mostrando i suoi seni nudi.

Iniziano quindi le nove fasi di Kusôzu

1. Choso (脹相): Distensione: il corpo si gonfia e si espande a causa della generazione di gas

2. Eso (壊相): Rottura: il cadavere si decompone e la pelle si lacera e inizia a rompersi

3. Kechizuso (血塗相): Essudazione di Sangue: il cadavere è ulteriormente danneggiato e inizia a perdere vari fluidi corporei

4. Noranso (膿爛相): Putrefazione: il cadavere inizia a dissolversi man mano che la decomposizione avanza

5. Shouoso (青瘀相): Scolorimento ed essiccazione: il cadavere diventa blu e nero [e presumibilmente inizia a seccarsi]

6. Tanso (噉相): consumo da parte di animali e uccelli: un cadavere viene “sverminato” e divorato da uccelli e bestie

7. Sanso (散相): Smembramento: Come risultato del consumo, i pezzi del cadavere sono sparsi qua e là

8. Kotsuso (骨相): Ossa: rimangono solo le ossa, senza sangue o sebo

9. Shoso (焼相): riarso fino alla polvere: rimane solo la cenere

La rappresentazione della morte attraverso l’arte ha attraversato culture e secoli, ma poche tradizioni sono state così dettagliate e profonde come l’arte giapponese del Kusôzu. Questa forma d’arte, che illustra il ciclo di decomposizione del corpo umano, non solo serve come meditazione sulla natura effimera dell’esistenza, ma anche come un promemoria della nostra connessione con il mondo fisico e spirituale. L’arte del Kusôzu, con le sue nove fasi di decadimento, ci invita a riflettere sulla transitorietà della vita e sulla continua trasformazione della materia. “L’Arte giapponese di contemplare i morti: Kusôzu” ci offre una prospettiva unica sulla morte, non come fine, ma come parte di un ciclo eterno di nascita, morte e rinascita. In un mondo in cui la morte è spesso vista con timore o tristezza, Kusôzu ci ricorda di accettare e contemplare la nostra mortalità con serenità e comprensione.

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