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La Morte Di Attila L’Unno

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La morte di Attila l’Unno fu senza alcun dubbio un momento molto importante di un Impero Romano ormai in declino. Le circostanze della morte di Attila sono rimaste un mistero. Attila governò l’Impero Unnita tra il 434 e il 453 d.C., in un periodo durante il quale l’Impero Romano non aveva una una leadership forte e che stava avendo problemi nella gestione dei suoi territori più remoti. La combinazione della potenza di Attila e dei problemi di Roma si rivelò letale per quest’ultima. Attila riuscì infatti a conquistare molti dei territori di Roma e, infine, la stessa Roma.

Un Grande Guerriero

Capo militare di un gruppo nomade dell’Asia centrale, gli Unni, Attila è stato in grado di riunire più tribù di guerrieri creando così vasti eserciti. Le sue feroci truppe feroci avrebbero spazzato via, decimato intere città e conquistato vasti territori.

In soli dieci anni, Attila passò dal guidare un ristretti gruppo di tribù nomadi a guidare quello che fu definito Impero Unnita. Al momento della sua morte nel 453 d.C., il suo impero si estendeva dall’Asia centrale fino all’attuale Francia e alla valle del Danubio. Sebbene i risultati conseguiti da Attila fossero enormi, i suoi figli non furono in grado di continuare le sue gesta. Nel 469 d.C., l’Impero Unnita si era già diviso.

La morte di Attila

Quando si tratta della morte di Attila, le fonti differiscono tra di loro sulle circostanze esatte. L’unica cosa sulla quale tutti concordano è che Attila sia morto la prima notte di nozze. La principale fonte di informazioni è il monaco e storico gotico vissuto nel VI secolo Jordanes. Jordanes aveva accesso completo agli scritti dello storico del V secolo Prisco, di cui però solo alcune parti erano sopravvissute.

Secondo Jordanes, nel 453 d.C. Attila aveva appena sposato una giovane donna di nome Ildico, e aveva festeggiato l’evento con grandi banchetti. Il mattino seguente, le guardie hanno fatto irruzione nella sua stanza trovandolo morto nel suo letto, con la sua neo-sposa che piangeva accanto lui. Non c’era nessuna ferita evidente. Sembrava che Attila avesse avuto un’emorragia dal naso fosse quindi morto soffocato suo stesso sangue.

Molti gli scenari che sono stati dipinti sulla morte di Attila. È possibile che Attila sia stato assassinato dalla sua neo-moglie in una cospirazione con Marcian, imperatore rivale d’Oriente. L’omicidio sarebbe poi stato insabbiato dalle guardie complici. È anche possibile che sia morto accidentalmente a causa di un avvelenamento da alcol o di una emorragia esofagea. La causa più probabile, tuttavia, come suggerito dallo storico Prisco di Panium, è un vaso sanguigno scoppiato, risultato di un consumo decennale di grandi quantità di alcol.

Dopo La Morte di Attila l’Unno

Attila fu sepolto in una sorta di Matrioska di tre bare, una nell’altra. La bara esterna era di ferro, quella di mezzo era d’argento e quella interna, con il cadavere, era d’oro. Secondo le leggende del tempo, quando il corpo di Attila fu sepolto, coloro che lo seppellirono furono uccisi in modo che il suo luogo di sepoltura non venisse mai scoperto.

Nella storia, in molti, anche recentemente hanno affermato di aver scoperto la tomba di Attila. Tutte le affermazioni si sono però dimostrate false. Ad oggi, nessuno sa dove sia sepolto Attila l’Unno. Una storia (non verificata) suggerisce che i suoi seguaci abbiano addirittura deviato un fiume, seppellito Attila e quindi permesso al fiume di tornare al suo corso naturale. Se così fosse, allora Attila l’Unno giace ancora al sicuro sepolto sotto un fiume in Asia.

Dopo la morte di Attila, riferisce Prisco, gli uomini del suo esercito si tagliarono i lunghi capelli e si sfregiarono le guance, in modo che il più grande di tutti i guerrieri potesse essere pianto non solo con le lacrime o il lamento delle donne, ma anche e soprattutto con il sangue degli uomini.

La morte di Attila portò al crollo dell’Impero Unno. Si innescarono lotte interne e tre dei suoi figli si fecero guerra. Il grande esercito si divise sostenendo l’uno o l’altro dei figli, diventando di fatto meno potente e pericoloso.

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