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Il confine tra la vita e la morte

La linea di confine tra vita e morte e irreversibile. Ma dov’è tracciata di preciso?

La vita e la morte

Sin dall’inizio dei tempi, l’essere umano ha subito il fascino del miracolo della vita del mistero della morte e della resurrezione. Praticamente tutte le religioni del mondo hanno un’interpretazione per questi due fenomeni e dai primi racconti mitologici, fino agli ultimi blockbusters cinematografici, la gente morta continua a tornare in vita. Ma è davvero possibile tornare in vita? E qual è la differenza tra un essere vivente ed un cadavere?

Cos’è la vita?

Per capire meglio cos’è la morte, bisogna prima capire cos’è la vita. Una vecchia teoria, formulata per spiegare la vita, è il vitalismo. Il vitalismo sostiene che gli esseri viventi sono unici in quanto permeati di una sostanza speciale chiamata anche energia che è in effetti l’essenza della vita. Poco importa se questa energia è chiamata Ki, linfa vitale , anima o spirito, la convinzione che esista una tale sostanza è comune in tutto il mondo. Altrettanto comune è la credenza che esistano vampiri psichici (o vampiri energetici) ossia persone in grado di assorbire, succhiare questa energia dal nostro corpo. Allo stesso modo, ci sarebbero misteriose formule magiche ed elisir di lunga vita, in grado di rigenerare questa sostanza vitale. La teoria del vitalismo ha cominciato a tramontare in occidente con l’avvento, nel XVII secolo della rivoluzione scientifica .

L’Anima è necessaria alla vita

René Descartes avanzò l’ipotesi che il corpo umano non fosse poi molto differente da tutte le altre macchine. Il corpo umano viveva grazie all’anima che creata da un essere divino, risiedeva nella ghiandola pineale del cervello. Nel 1907 il dottor Duncan McDougal sostenne addirittura che l’anima avesse una massa. Nel tentativo di provare la sua affermazione, il Dottor McDougal pesò alcuni suoi pazienti negli ultimi momenti della loro vita, stabilendo così che l’anima aveva un peso di circa 21 grammi. Sebbene le sue teorie siano state screditate, così come tutte le asserzioni legate al vitalismo, capita spesso che qualcuna di queste nozioni, di tanto in tanto spunti fuori nella cultura popolare.

Cosa sappiamo oggi?

Quello che oggi sappiamo di certo è che la vita non è contenuta in alcuna sostanza magica e in nessuna scintilla. La vita è contenuta nel susseguirsi di una serie di continui processi biologici. Reazioni chimiche avvengono all’interno di ogni cellula del corpo umano alimentate dal glucosio e dall’ossigeno che il nostro corpo converte in ATP chiamata volgarmente (e non a caso) molecola dell’energia.

Le cellule utilizzano questa energia per ripararsi, per crescere e per riprodursi. Ma per produrre queste molecole e per trasportarle proprio dove è necessario, c’è bisogno di molta energia. A questo punto bisogna considerare il fenomeno dell’entropia. Per l’entropia, le molecole di queste cellule tenderanno a disperdersi verso direzioni casuali, muovendosi da zone di alta concentrazione a zone di bassa concentrazione. Queste molecole potrebbero addirittura rompersi fino a dividersi in molecole più piccole fino anche ad arrivare agli atomi. Per tenere testa all’entropia, le cellule dovranno quindi spendere molta energia, affinché le loro molecole rimangano ferme nella loro posizione, necessaria per mantenere le funzioni biologiche. Quando queste forze vengono meno e le cellule non riescono più a mantenere la loro aggregazione, l’entropia vince e subentra la morte. È questa la ragione per cui un cadavere non può essere riportato in vita.

Salvare la vita dalla morte irreversibile

Quando qualcuno muore, possiamo pompare aria nei suoi polmoni ma ci sarà poco da fare se gli altri svariati processi collegati alla respirazione hanno già smesso di funzionare. Allo stesso modo un elettroshock praticato con un defibrillatore non permetterà al cuore di riprendere a battere ma servirà a ristabilire un regolare battito cardiaco. Un defibrillatore servirà quindi a salvare una vita ma non a riportare in vita un cadavere. Tuttavia, l’evoluzione medica sta spostando sempre più avanti l’irreversibile linea di demarcazione tra la vita e la morte. Quello che oggi viene definito coma, ad esempio, tempo fa poteva essere definito come morte.

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