Esperienze

L’Esperienza di Pre-Morte di un bambino di tre anni

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Quando parliamo di un’esperienza di pre-morte, spesso ci immaginiamo un momento di profonda crisi, ma ciò che segue è la narrazione di un viaggio incredibilmente vivido e dettagliato, vissuto da un bambino di soli tre anni. Un evento che non solo ha segnato il suo primo ricordo, ma che si è impresso nella sua memoria con una nitidezza superiore a qualsiasi altro momento della sua vita. La storia che state per leggere è un racconto di consapevolezza, colori non terreni e la scoperta di un altro mondo, reso in prima persona dal protagonista stesso.

Il Racconto di un Viaggio Incomparabile

Avevo solo tre anni quando ho vissuto la mia esperienza di pre-morte. Tutto è iniziato con un incidente casalingo, per colpa di un cortocircuito sono rimasto folgorato. Per alcuni minuti, il mio cuore e la mia respirazione si erano fermati completamente. Fu mio fratello a tirarmi via dall’origine dalla corrente elettrica e mio padre a praticare le manovre di rianimazione. Nonostante la brevità dell’evento, ciò che ho vissuto in quei momenti ha lasciato un’impronta indelebile nella mia memoria.

Mi sono ritrovato in un tunnel, trascinato verso una luce blu che non avevo mai visto sulla Terra, un colore caldo e accogliente, diverso da qualsiasi tonalità conosciuta. Al termine del tunnel, mi sono trovato in una caverna su una montagna, da dove potevo osservare una vallata sottostante. In quella vallata c’era una città, con edifici di varie dimensioni, tutti con una base quadrata e sovrastati da cupole con antenne altissime a forma di cono.

In quel luogo, la realtà si presentava più nitida e definita rispetto al nostro mondo quotidiano. La mia coscienza era amplificata; avevo intuizioni e a volte conoscenze istantanee riguardo a tutto ciò che mi circondava. Per esempio, sapevo dove si trovava la mia abitazione in quell’altro mondo. Sentivo la vastità di quel luogo, il suo bene e il suo male.

Quel ricordo è il più nitido di tutta la mia vita, persino più chiaro di qualsiasi altro momento che ho vissuto.

È inoltre il primo ricordo che ho, un’immagine che non mi ha mai abbandonato da allora.

Durante l’esperienza, il mio livello di consapevolezza era elevatissimo, forse mai raggiunto prima o dopo nella mia vita. I miei pensieri viaggiavano a una velocità incredibile, e tutti i miei sensi erano amplificati. La realtà mi appariva più viva, e tutto era immerso in quella luce blu che non avevo mai visto prima.

Nonostante non ricordi sensazioni uditive specifiche, l’esperienza visiva era così intensa che sembrava compensare ogni altro senso. Non ho incontrato esseri viventi o defunti durante quel breve viaggio, né mi è sembrato di attraversare confini o barriere definitive. L’esperienza era intrisa di una pace e una felicità indescrivibili, sentimenti che hanno pervaso ogni attimo trascorso in quel luogo.

Il Ritorno alla Realtà

Dopo aver osservato quella città straordinaria e aver percepito la vastità e la dualità di quel mondo, la mia esperienza ha preso una svolta improvvisa. Non ricordo esattamente come, ma mi sono sentito come se stessi nuotando e volando via dalla luce blu alla fine del tunnel. Tutto ciò che avevo visto e sentito ha cominciato a sfumare, come un sogno al risveglio.

Il mio ritorno alla coscienza terrena è stato altrettanto brusco quanto il mio viaggio verso quella realtà alternativa. Ho aperto gli occhi per trovarmi tra le braccia di mio padre, con mio fratello e mia madre che mi guardavano preoccupati. Nonostante la confusione e la paura nei loro occhi, dentro di me c’era una calma insolita, un senso di pace che non riuscivo a spiegare.

Nei giorni successivi, mentre tutti intorno a me continuavano a parlare dell’incidente e delle sue conseguenze fisiche, la mia mente era costantemente riportata a quelle immagini e sensazioni. Questo contrasto tra la mia tranquillità interiore e l’agitazione del mondo esterno mi ha fatto riflettere a lungo sulla realtà della mia esperienza.

Anche se ero solo un bambino, la profondità e la nitidezza di quei ricordi erano tali che non potevo semplicemente scartarli come frutto della mia immaginazione. Il mondo che avevo visto era troppo reale, troppo dettagliato per essere solo un sogno. La convinzione che quel luogo esistesse da qualche parte, forse non in questa realtà ma in un’altra, mi ha accompagnato per tutto il resto della mia vita, influenzando le mie credenze e la mia visione del mondo e dell’esistenza.

Oggi credo nella filosofia della reincarnazione

La mia vita non è cambiata radicalmente dopo quell’evento, dato che ero molto piccolo, ma quella visione ha influenzato la mia visione del mondo e della realtà. Oggi non aderisco a nessuna religione specifica, ma sono incline a credere nella filosofia della reincarnazione, forse un residuo di quel sentimento di “già vissuto” che ho avuto durante l’esperienza.

Quel viaggio, che alcuni potrebbero scartare come un’allucinazione infantile, per me è stato decisamente reale, tanto che oggi, a distanza di anni, lo considero non solo un ricordo, ma una certezza di un’esistenza che va oltre la vita terrena come la conosciamo.

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