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L’inferno nella religione cristiana

Come la Bibbia ci presenta il conto … all’inferno!

L'inferno nella religione cristiana

L’inferno, nella religione cristiana, è il luogo in cui i peccatori impenitenti vengono spediti dopo la morte.

La Bibbia descrive l’inferno come eterno (Giuda 7, 12-13) e punitivo. L’inferno è un luogo di fuoco (Matteo 25:41), sebbene non ci sia accordo tra i cristiani sul fatto che quel fuoco debba essere inteso inteso come letterale o figurativo.

Secondo Gesù Cristo, l’inferno era originariamente inteso per Satana e demoni:

“Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: «Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli”. (Matteo. 25:41).

Alcuni credono che all’inferno le persone bruceranno letteralmente per sempre. Altri credono che le persone bruceranno letteralmente, ma per un certo periodo di tempo limitato per poi cessare di esistere (chiamata “annientazionismo”).

Altri ancora credono che sebbene l’inferno sia un luogo di punizione, le descrizioni del fuoco sono semplicemente immagini simboliche.

L’inferno nella Bibbia

Nelle traduzioni popolari della Bibbia, la parola “inferno” è usata per tradurre la parola ebraica Sheol, il suo equivalente greco Ade e un’altra parola greca, Geenna. Poiché la maggior parte degli studiosi crede che gli autori biblici stiano descrivendo lo stesso luogo nell’aldilà con diversi termini, la maggior parte delle traduzioni della Bibbia sono tradotte con la stessa parola: “inferno“.

C’è, la possibilità che ciascuno dei termini, presi individualmente, abbia sfumature diverse e descriva quindi aspetti differenti alla natura dell’inferno.

Sheol e Ade

Nell’Antico Testamento, Sheol, che a volte è anche tradotto “tomba” o “fossa“, sta ad indicare il mondo sotterraneo o il luogo degli spiriti defunti.

È importante capire che la parola Sheol non si riferisce sempre all’inferno, ma a volte si riferisce semplicemente alla “tomba” (cioè alla morte).

L’equivalente nel Nuovo Testamento di Sheol è il termine greco “Ade“, che molte Bibbie traducono come “inferno”. Gesù usa la parola Ade per descrivere un luogo di punizione eterna:

E tu, o Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all’Ades. Perché se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa sarebbe durata fino ad oggi. (Matteo 11:23).

In altri contesti, si riferisce alla “tomba” o al luogo in cui una persona si trova prima della risurrezione, sia per il giudizio eterno che per il paradiso eterno.

Perché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades,
e non permetterai che il tuo Santo subisca la decomposizione. (Atti 2:27)

Gehenna

Gehenna (cioè “la Valle di Hinnom“) è la traduzione greca di una parola ebraica, che si riferisce a un luogo reale sulla terra. L’identità di Hinnom non è nota con certezza, ma gli studiosi hanno suggerito che possa trattarsi di un’area a sud-ovest di Gerusalemme, vicino al Cedron.

L’inferno, o per meglio dire, La Geenna, viene descritta come un luogo di dove i peccatori verranno gettati in pasto alle fiamme.

L’inferno nell’Antico Testamento


L’idea dell’inferno è soltanto accennata nell’Antico Testamento:

“Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l’infamia eterna.” (Daniele 12: 2)

Un altro passaggio notevole che probabilmente contribuisce all’immagine cristiana dell’inferno è Isaia, che si riferisce anche alla fine dei tempi:

“Quando gli adoratori usciranno, vedranno
i cadaveri degli uomini che si sono ribellati a me;
poiché il loro verme non morirà, e il loro fuoco non si estinguerà;
e saranno in orrore a ogni carne”.
(Isaia 66:24)

L’Inferno nel Nuovo Testamento

Nel Nuovo Testamento, la nozione di inferno è invece espressa più chiaramente, ma ancora non in modo sistematico. In molti casi, “morte” e “distruzione” sono le uniche sanzioni menzionate per il rifiuto di Dio:

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Matteo 7:13-14)

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio”. (Giovanni 3:16-18)

“In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”. (Atti 4:12)

“Costoro saranno castigati con una rovina eterna, lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza”. (Tessalonicesi 1:9)

“Poi la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il peccato, quand’è consumato, produce la morte”. (Giacomo 1:15)

Il Nuovo Testamento e il tormento eterno

“Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna”. (Matteo 5:22)

Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.” (Matteo 5:29)

“Non aver paura di coloro che uccidono il corpo ma non possono uccidere l’anima. Piuttosto, abbi paura di Colui che può distruggere sia l’anima che il corpo all’inferno.” (Matteo 10:28)

“Come la zizzania viene strappata e bruciata nel fuoco, così sarà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi elimineranno dal suo regno tutto ciò che causa peccato e tutti coloro che lo fanno male. Li getteranno nella fornace ardente, dove ci sarà pianto e stridore di denti “. (Matteo 13: 40-42)

“Anche la lingua è un fuoco, un mondo di male tra le parti del corpo. Corrompe l’intera persona, dà fuoco a tutto il corso della sua vita ed è essa stessa incendiata dall’inferno”. (Giacomo 3:6)

“Il mare ha dato i morti che erano in esso, e la morte e l’Ade hanno dato i morti che erano in loro, e ogni persona è stata giudicata in base a ciò che aveva fatto. Poi la morte e l’Ade furono gettati nel lago di fuoco. il lago di fuoco è la seconda morte. Se il nome di qualcuno non è stato trovato scritto nel libro della vita, è stato gettato nel lago di fuoco” (Apocalisse 20: 13-15)

“I codardi, i miscredenti, i vili … gli idolatri e tutti i bugiardi – il loro posto sarà nel lago infuocato del sulfo ardente. Questa è la seconda morte.” (Rivelazione 21: 8)

L’inferno descritto nelle parabole

“Allora egli [il Re] dirà a quelli alla sua sinistra: ‘Allontanatevi da me, voi che siete maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e i suoi angeli”. (Parabola delle pecore e dei capri, Matteo 25:41)

Getta quel servo inutile fuori, nell’oscurità, dove ci sarà pianto e stridore di denti.” (Parabola dei talenti, Matteo 25:30)

Le Visioni cristiane moderne dell’inferno

In molte concezioni cristiane moderne, l’inferno è visto come un’estensione logica del libero arbitrio dell’umanità a rifiutare Dio.

Alcuni cristiani moderni mettono in dubbio la natura eterna dell’inferno a favore di una visione temporanea. Tuttavia ci sono due fazioni contrapposte: quella dell’ universalismo (secondo la quale tutti alla fine vengono salvati) o e quella dell’ annientazionismo (cioè che le anime malvagie alla fine vengono distrutte).

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