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Quattro Miti Da Sfatare sul Lutto

Ecco a voi quattro miti da sfatare sul lutto. Su DopoLaMorte.it abbiamo spesso spiegato di come il dolore sia un processo complesso e soprattutto molto personale. Ci sono tuttavia ancora delle idee sul fatto che il dolore, debba prima o poi essere metabolizzato. Ebbene non è sempre così. Prendiamoci il nostro tempo e soprattutto non diamo ascolto a chi ci dice come dobbiamo comportarci.

1 – Il dolore alla fine deve cessare

Il viaggio nel dolore non è affatto lineare. Non c’è una vera e propria “fine” al dolore.
Ci sono molte teorie che descrivono il dolore e le sue fasi, come ad esempio Le 5 fasi del dolore. Il dolore non è qualcosa che attraversi, ma è qualcosa che diventa parte di te . Non esiste una sorta di chiusura definitiva. Non chiudiamo mai veramente “il libro con i ricordi dei nostri cari“. I ricordi delle persone amate e che non ci sono più, rimarrà inevitabilmente con noi e non è detto che saranno ricordi in grado solo di infonderci tristezza e malinconia. I ricordi dei nostri cari ci renderanno anche allegri. Questa considerazione tira in ballo direttamente anche il secondo dei miti da sfatare sul lutto.

2 – Alla fine dobbiamo “voltare pagina” dopo la perdita di una persona cara

Non è necessario “staccarsi” dal proprio dolore ed è perfettamente normale avere il proprio dolore dentro. Troppo spesso nella società moderna ci sentiamo spinti ad andare avanti da una perdita anche se in realtà non siamo ancora pronti a farlo. Questo non vuol dire che dobbiamo rimanere passivi e tagliare i ponti con il mondo esterno. Bisogna solo accettare il fatto che per tutta la nostra vita rimarremo in un certo senso sempre connessi a chi abbiamo amato. Niente e nessuno può farci pressione per lasciarceli alle spalle.

È molto importante sapere, a questo punto che il modo in cui ci relazioniamo con il ricordo dei nostri cari cambia nel tempo. All’inizio la loro perdita rappresenta un vuoto, un pozzo di tristezza, ma dopo qualche anno, il loro ricordo potrebbe essere dolce, piacevole e soprattutto carico di amore. Il dolore muta nel corso degli anni. Non c’è quindi bisogno di evitarlo. Il ricordo sarà per sempre ma le sensazioni saranno diverse.

3 – “Rimanere in contatto” con la persona amata dopo la sua morte ti rende un po’ pazzo

Tutt’altro! Mantenere un legame duraturo con il defunto è necessario e salutare.
Molte culture in tutto il mondo, ritengono che il collegamento con la persona amata attraverso rituali, conversazioni, canzoni e persino ricordi sia sacro, curativo e incredibilmente utile per alleviare il dolore della perdita. In effetti, la psicologia moderna ci dice che avere dei piccoli rituali per rimanere in contatto con i nostri cari defunti possono aiutarci a rendere la morte più facile da elaborare.

4 – Quando qualcuno che amiamo muore, lo abbiamo perso per sempre

Quando qualcuno che amiamo muore, la sua saggezza, i suoi insegnamenti ed i suoi ricordi, vivranno dentro di noi. Spesso, per consolare qualcuno che ha perso una persona importante diciamo “mi dispiace per la tua perdita”. Anche se non c’è niente di sbagliato in questa frase, c’è da sapere che non si perde mai veramente qualcuno. Come si può mai “perdere” qualcuno che terremo per sempre nel nostro cuore? La loro presenza fisica di certo non ci sarà più, ma i loro insegnamenti, le loro battute, e la loro bontà vivrà attraverso di noi.

Se Non Sei già dei nostri allora ...

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