Esperienze

Molte porte da scegliere nell’aldilà

Molte porte da scegliere nell'aldilà

Nell’ambito delle indagini sulla vita dopo la morte, le esperienze di pre-morte rappresentano uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi. Maria ci descrive delle porte da scegliere nell’aldilà che conducono chissà dove. Queste esperienze spesso sfidano la nostra comprensione della vita stessa e offrono prospettive uniche sulle possibilità che potrebbero attendere oltre il velo della mortalità. La testimonianza di Maria, che ha vissuto un’esperienza di pre-morte durante un intervento chirurgico per il cancro al seno nel luglio del 2014, ci offre una visione intima e profondamente personale di questo fenomeno straordinario. Le sue parole ci guideranno attraverso un viaggio che molti interpretano come un assaggio della vita dopo la morte.

Il racconto di Maria

Mi trovavo in un luogo incredibilmente luminoso, un’atmosfera che era al contempo festosa e gioiosa, circondata da persone che condividevano la mia stessa serenità. In quel momento, non avevo alcun ricordo della mia vita terrena; dimenticai persino di avere una figlia. Ero avvolta da una sensazione di completo benessere e libertà, un’esperienza che molti potrebbero definire come un assaggio della vita dopo la morte.

Mentre mi godevo quella pace, una voce interiore mi disse che era il momento di partire. Sentivo che dovevo lasciare quel posto, ma desideravo farlo discretamente, senza attirare attenzioni. Tuttavia, una delle persone presenti si accorse della mia intenzione e mi raggiunse. “Vai via?” mi chiese. “Devo andare,” risposi semplicemente. Lui mi guardò con un’espressione di tristezza e preoccupazione, ma alla fine acconsentì: “Se devi andare, vai!”

Nell’Aldilà ho visto molte porte

Davanti a me si presentarono molte porte. Non sapevo quale scegliere, ma alla fine ne scelsi uno a caso e mi ci infilai. Ciò mi condusse in un tunnel in discesa, dove mi trovai a scorrere a una velocità impressionante, circondata da un caleidoscopio di colori vivaci. Ricordo distintamente il momento in cui mi sono “infilata” nel mio cervello e ho esclamato: “Oh no! Sono di nuovo qua dentro!” Dietro di me il varco si era richiuso, eliminando ogni possibilità di ritorno.

In quel momento, capii quanto la mente possa essere una cella claustrofobica e dolorosa, e riconobbi la distinzione tra l’anima e il cervello: le emozioni appartengono al cervello, non all’anima. Il senso di perdita della mia libertà era opprimente. “Ora devo capire cosa fare,” mi dissi, mentre mi dirigeva verso gli occhi, sentendo avvicinarsi una luce fioca.

Mi affacciai ai miei occhi come se stessi guardando attraverso una finestra e, poco dopo, mi risvegliai fuori dalla sala operatoria. Un pianto ininterrotto mi scosse, simile a quello di un bambino appena nato in questo mondo.

Conclusione Questa esperienza di pre-morte, o meglio, questa visione della vita dopo la morte, ha profondamente trasformato il mio modo di vedere l’esistenza. La paura della morte si è dissolta, sostituita da un ricordo costante di quella pace e serenità che avevo provato. I miei legami interpersonali hanno assunto un nuovo significato; non ho più bisogno degli altri per sentirmi completa. La realtà di quella esperienza rimane indelebilmente impressa nella mia memoria, tanto vivida e concreta quanto qualsiasi altro evento significativo della mia vita.

Questo racconto di Maria non solo ci sfida a considerare l’esistenza di una vita oltre la morte, ma ci invita anche a riflettere sul profondo impatto emotivo e spirituale che queste esperienze possono avere su chi le vive. Sorge però una giusta curiosità dove l’avrebbero condotta quelle altre porte nell’aldilà?

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