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Morire Dal Ridere: Battute e Barzellette Sulla Morte

Rilassiamoci e non prendiamoci sempre troppo sul serio. La morte è brutta, prendiamola in giro!

Battute e Barzellette sulla morte

“Morire dal ridere” parlando di Battute e Barzellette sulla morte è già di fatto una pessima battuta! Se volete comunque sdrammatizzare questo triste evento, ecco qualche battuta ad effetto e qualche barzelletta che strapperà un sorriso ai vostri amici.

Una Bara di Cristallo?

  • È ancora da vedere se in futuro le bare di cristallo avranno successo.

Non Aprite Quel Recinto

  • Perché i cimiteri sono recintati? Perché la gente muore dalla voglia di entrarci.

Hai bisogno?

  • Papà ha sempre pensato che l’ultima cosa di cui aveva bisogno fosse un luogo di sepoltura. Aveva ragione.

Dopo la morte di Mozart …

  • Cosa sta facendo Mozart in questo momento? Sta de-componendo.

Quei vecchi mestieri di una volta …

  • Quella dell’impresario di pompe funebri è una professione in via di estinzione.

Punti di vista

  • Dicono che la colazione sia il pasto più importante della giornata… A meno che non sia avvelenata. In quel caso l’antidoto diventa il più importante.

Causa della morte …

  • «Te lo ripeto per l’ultima volta», urlò il dottore alla sua infermiera. «Quando compili un certificato di morte, devi mettere il ​​nome della malattia sotto la scritta “causa della morte“, non quello del medico supervisore!»

Mosche in Autostrada

  • Qual è l’ultima cosa che passa per la testa di una mosca quando colpisce il parabrezza di un’auto che va a 120 km/h? Il suo culo!

Un macabro rinfresco

  • Un vecchio è sul suo letto di morte quando all’improvviso sente l’odore dei suoi biscotti con gocce di cioccolato preferiti. E così, con le sue ultime forze si alza dal letto e va in cucina, dove sua moglie che sta cucinando i suoi biscotti preferiti. Alcuni di questi biscotti sono già pronti in un piatto e così, con le sue ultime forze, allunga la mano per prendere uno dei biscotti. Sua moglie lo vede, si precipita verso di lui e gli schiaffeggia la mano: «No! Sono per il tuo funerale!».

Un macchinista distratto

  • Un macchinista di treni, un giorno si addormenta mentre guida finendo per investire un uomo che camminava sui binari. Il giudice lo ritiene colpevole e lo condanna a morte per omicidio. Arriva il giorno dell’esecuzione sulla sedia elettrica e così, il boia gli chiede: «Cosa desideri per il tuo ultimo pasto?» «Vorrei una banana per favore», risponde il macchinista.
    Il boia pensa che sia strano, ma alza le spalle e gli dà una banana. Il ragazzo mangia la sua banana, e viene messo sulla sedia elettrica. Quando il boia gira l’interruttore, non succede nulla! Pensando ad una grazia divina, il macchinista viene rilasciato. Passano alcuni mesi e il macchinista lavora per una nuova azienda. Ancora una volta si addormenta sul lavoro e questa volta uccide due persone, finendo nuovamente sulla sedia elettrica. «Di nuovo tu?» esclama il suo carnefice. «Dannazione! Cosa vuoi questa volta come ultimo pasto?». «Due banane, per favore», risponde il macchinista. Il boia alza le spalle e gli porge due banane. Anche questa volta, quando accendono la sedia elettrica, non succede nulla. Il macchinista, per la seconda volta è libero. Dopo altri mesi, lo stesso tizio si presenta, dopo aver investito 3 persone con un il treno. Frustrato dalla sua presenza, il boia gli si avvicina per la terza volta. «Lasciami indovinare. Tre banane, giusto?». «Esatto!» risponde il macchinista, «Come hai fatto ad indovinare?» «Peccato! Oggi non mi freghi», fa il boia. «Le banane sono finite! Stavolta non la passerai liscia!». Il macchinista, per l’ennesima volta viene legato alla sedia elettrica, questa volta a digiuno. Ma, quando l’interruttore viene premuto, ancora una volta non succede nulla.
    «Non capisco», dice il boia. «Non ti ho dato le banane!»
    «Ma non sono le banane» risponde il prigioniero. «È che sono un pessimo conduttore!»

Le ultime parole di un uomo

  • Un uomo sul letto di morte stava parlando con sua moglie. «Elena», disse, «ne abbiamo passate così tante insieme. Ti ricordi quando la nostra casa è andata a fuoco e abbiamo perso tutto ciò che di valore avevamo in questo mondo? Abbiamo dovuto ricominciare da zero, ma tu eri li al mio fianco»
    «Si. Lo ricordo caro», rispose sua moglie.
    «Elena», continuò lui, «Ricordi quando nostro figlio è rimasto ucciso in quel terribile incidente d’auto? Avevo il cuore spezzato, pensavo di poter non poter andare avanti, ma tu eri li, al mio fianco». Sua moglie iniziò a piangere sommessamente: «Lo so, tesoro mio».
    «E ora», continuò l’uomo, «che sto per lasciare questo mondo. Nei miei ultimi istanti di vita, dove sei?» Sua moglie singhiozzava: «Proprio qui al tuo fianco, amore mio»
    «Elena», disse l’uomo, «comincio a pensare che potresti portare sfortuna»

Il vecchio comunista

  • Un vecchio comunista sovietico giace sul letto in punto di morte. I suoi amici sono raccolti intorno a lui tutti cupi e tristi. Il vecchio si rivolge a uno di loro e dice:
    «Dimitri, ricordi che nel 1921 sei stato quasi giustiziato? Beh, dovresti sapere che ti ho denunciato alla Ceka. Spero che tu mi perdoni”. «Oh compagno, è successo tanto tempo fa. Ti perdono» risponde Dimitri.
    Il comunista allora si rivolge a un altro amico.
    «Petya, ricordi di essere stato condannato nel 1937 a 25 anni nel gulag? Beh, sono stato io ad andare a denunciarti all’NKVD. Per favore, perdonami». «Nessun rancore, amico mio. Sei perdonato», dice Petya.
    «Misha, devo confessarti che ti ho mandato al battaglione di disciplina nel 1942. Sono terribilmente dispiaciuto» «Ti prego amico mio, ti perdoniamo tutti. Puoi andare in pace», risponde Misha.
    «Grazie, compagni, per essere stati accanto a me in tutti questi anni», dice il vecchio comunista con una lacrima che gli riga il viso. «Non so cosa avrei fatto senza di voi. Mi dispiace di avervi traditi tutti, e spero che mi perdonerete». I suoi amici sono visibilmente toccati dalle sue parole. Alla fine, il vecchio comunista, raccoglie le sue ultime forze e dice: «In onore della nostra profonda amicizia, vorrei che esaudiste un mio ultimo desiderio. Vedete quella pianta di cactus sul davanzale della finestra? Non appena morirò, voglio che la prendiate e me la ficchiate nel culo». E proprio mentre i suoi amici stavano per dire qualcosa a riguardo, il vecchio comunista esalò il suo ultimo respiro.
    Petya, allora, va alla finestra, prende la pianta di cactus e con gli altri due che sorreggono le gambe del vecchio comunista, la infila nel sedere del loro amico morto. All’improvviso sentono un forte bussare alla porta: «Aprite, è la polizia. Abbiamo ricevuto informazioni che un vecchio bolscevico è stato torturato a morte».

Cosa è peggio?

  • Una moglie si è così arrabbiata con suo marito che gli ha fatto le valigie e lo ha sbattuto fuori di casa. Mentre l’uomo stava per uscire dalla porta, la moglie urlò: «Spero che tu muoia di una morte lunga, lenta e dolorosa!» Girandosi verso di lei, il marito rispose: «Allora, vuoi che resti?»

La …. posizione del missionario

  • Un missionario bianco si era stabilito presso una tribù africana. Dopo un anno nel villaggio, la moglie del capotribù diede alla luce un bambino bianco. Il capo era infuriato e condannò a morte il predicatore. Il missionario nel tentativo di calmare il capo, gli chiese di fare una passeggiata fuori dal villaggio per “distendere i nervi” e parlare della situazione.
    Mentre gli uomini camminavano, passarono vicino a un campo pieno di pecore. Tutte le pecore nel campo erano bianche tranne una, una pecorella nera. «Vedi?», disse il pastore indicando gli animali: «queste cose accadono ogni tanto in natura!» Il capo si fermò a guardare il campo, immerso nei suoi pensieri. Alla fine si chinò verso il missionario e sussurrò sottovoce: «Va bene, non dirò nulla del bambino se tu non dirai nulla della pecora».

Se Non Sei già dei nostri allora ...

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