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Morire di Covid-19

«Non lo augurerei al mio peggior nemico». I medici descrivono ciò che sopportano i loro pazienti più malati di coronavirus.

Morire di Covid-19

In televisione e sui media in generale, ogni giorno ci propinano statistiche e numeri che riguardano questa lunga pandemia da Covid-19. Ma come è morire di covid-19? Spesso le nostre conoscenze si fermano fuori dai reparti di terapia intensiva, ma il vero orrore si consuma al loro interno.

Quindi cosa provano tutte quelle persone quando l’infezione prende il sopravvento sui loro corpi? Si tratta di dettagli terribili che spesso sono taciute nella maggior parte dei nostri racconti sul virus.

Polmoni “pieni di api” e “senso di morte imminente”

La tortura del Covid-19 può iniziare molto prima che qualcuno possa essere considerato abbastanza malato da aver bisogno di un ricovero in terapia intensiva.

Poiché il coronavirus attacca i polmoni, l’assunzione di ossigeno viene compromessa. Chi si presenta al pronto soccorso, lo fa di solito perché ha difficoltà a respirare, non per altri sintomi.

Man mano che i loro polmoni si deteriorano ulteriormente, i malati hanno sempre più difficoltà a ottenere abbastanza ossigeno ad ogni respiro. Questo implica che hanno bisogno di respirare sempre più velocemente. Da una media di circa 14 cicli al minuti si passa a 30 o 40. Questa situazione può provocare attacchi di panico con un reale senso di panico che alimenta a sua volta il respiro affannoso.

La sensazione è un po’ quella di respirare attraverso una cannuccia molto stretta per ore, giorni o addirittura settimane.

I pazienti che lottano con bassi livelli di ossigeno come questo, sentono come di avere una fascia molto stretta attorno petto o che i loro polmoni sono in fiamme. Ci sono pazienti che invece descrivono la sensazione come mille api che le pungono nel petto. Altri potrebbero avere spesse secrezioni nei polmoni che fanno sembrare che stiano cercando di respirare attraverso un cuscino. Molte persone dicono di sentirsi soffocare al punto tale che molti pazienti arrivano a desiderare la morte.

Alcuni malati sentono che è tutto inutile e che la morte sta arrivando, a prescindere dalla quantità e dalla qualità delle cure che ricevono. Sembra che ci sia qualcosa nel Covid-19 che renda le persone inclini a rassegnarsi alla morte. Molti pazienti, indipendentemente dall’età, hanno un senso di morte imminente.

Isolamento

Ma gli aspetti negativi dell’essere gravemente malati di Covid-19 non è solo a carico del corpo, ma anche della mente. Non solo il Covid ti incendia i polmoni o ti dà un terribile mal di testa. Essere malati gravemente di Covid-19 ti fa sentire infelice e mette a dura prova anche lo stato mentale del paziente. Una volta ricoverati in ospedale, si è essenzialmente tagliati fuori da quasi tutto ciò che è familiare. La maggior parte dei decessi per Covid-19 si verifica infatti negli ospedali.

Molti pazienti soffrono così tanto la solitudine che può subentrare anche uno stato di depressione. Trovarsi in ospedale, con tanti dolori fisici e importanti difficoltà respiratorie senza il conforto di un famigliare può diventare spaventoso ed essere fonte di una grande ansia.

Essere in terapia intensiva aumenta notevolmente anche il rischio di delirio, uno stato di confusione che può provocare paura, ansia e rabbia. Con il Covid-19 sono ovviamente vietate le visite di persona. Le famiglie rimangono in contatto con delle fredde videochiamate e il calore umano della visita di persona viene a mancare, contribuendo quindi al senso di sconforto e di frustrazione del paziente.

I medici devono spesso utilizzare molte procedure invasive per cercare di salvare vite umane

Chiunque sia abbastanza malato da essere ricoverato in terapia intensiva dovrà essere collegato a molte macchine. Ma le persone con grave Covid-19 in particolare devono affrontare un’esperienza particolarmente estenuante e invasiva.

Quando le persone non riescono più a respirare da sole e non ricevono ancora abbastanza ossigeno da procedure meno invasive quali tubi nasali corti o macchinari utilizzati per le apnee notturne, il passo successivo di solito è collegarli ad un respiratore.

Per fare ciò, i pazienti vengono sottoposti a sedazione e farmaci antidolorifici in modo che possano tollerare la procedura. Un tubo viene inserito nella bocca e lungo le vie aeree in modo che la macchina possa pompare aria direttamente nei polmoni. La situazione può perdurare per giorni o addirittura settimane, durante le quali quella persona rimarrà sedata e incapace di parlare. Questa sedazione può anche nascondere altri problemi che possono insorgere durante la malattia, come gli ictus. Chi sopravvive a questo delicato momento, spesse volte non ricorda nemmeno il giorno prima di essere sottoposto a ventilazione automatica.

La ventilazione assistita, tuttavia non è privo di rischi. Ad esempio, se la macchina è impostata per erogare troppa aria, può causare ulteriori danni ai polmoni. E il tubo di respirazione può essere utilizzato per circa due o tre settimane. A quel punto, per evitare deterioramenti, i medici possono inserire chirurgicamente un tubo nel collo del paziente grazie ad una procedura nota come nota come tracheostomia per collegarlo al ventilatore.

Per alcuni, anche la ventilazione meccanica potrebbe non fornire abbastanza ossigeno. 

In questo caso, i pazienti spesso vengono messi su macchine denominate “Cuore-Polmone” che pompano il sangue fuori dal corpo, attraverso una macchina che lo ossigena, e lo fanno rientrare in circolo. Questo processo richiede due grandi cateteri (tubi lunghi) inseriti in arterie o vene principali in modo che la macchina possa pompare efficacemente abbastanza sangue dentro e fuori del corpo.

Capovolgere le persone sulla pancia, durante la ventilazione forzata serve a far entrare più aria all’interno del corpo. Durante questa pratica, chiamata proning, all’individuo malato viene in genere somministrato un farmaco paralizzante in modo che non possa muoversi. 

Tanti tubicini …

Una percentuale significativa di persone – da circa 1 su 5 a 1 su 3 – che si ammala gravemente di Covid-19 finisce anche per avere un insufficienza renale. Per evitare che questo li uccida, i pazienti vengono messi macchine per la dialisi che prelevano il sangue dal corpo e lo filtrano prima di rimetterlo in circolo. Chiunque venga sottoposto a dialisi avrà bisogno di altri due grandi cateteri inseriti in un altro grande vaso sanguigno.

Non è finita. I pazienti in condizioni critiche per Covid-19 hanno anche un catetere venoso centrale, necessario per la somministrare farmaci. Questo lungo tubo di solito viene inserito in una vena principale della clavicola o dell’inguine, quindi viene spinto attraverso la vena fino a raggiungere il cuore, dove rimarrà fino a quando la persona non si riprenderà o, nella peggiore delle ipotesi morirà. Un altro catetere, a volte inserito vicino all’inguine, per prelevare il sangue del paziente per l’analisi.

I medici inseriranno altri cateteri nell’uretra per drenare l’urina (che viene monitorata attentamente) e nel retto per evacuare frequentemente le feci (che è particolarmente importante poiché il Covid-19 provoca spesso diarrea). Tutto questo senza contare gli ingressi venosi aggiuntivi, utilizzati per l’idratazione e la somministrazione dei farmaci. Le persone molto malate di Covid-19 avranno anche un tubo in bocca o nel naso che arriva giù nello stomaco, per fornire un nutrienti e prevenire la malnutrizione.

… E tanti sensori

Oltre a tutti questi tubi e aghi, ci sono una serie di altri dispositivi che emettono segnali acustici per monitorare i parametri vitali del paziente. Ci sono cavi per la misurazione cardiaca monitorano il torace e un pulsossimetro sul dito per tenere sotto controllo la saturazione di ossigeno. Un bracciale monitora la pressione sanguigna, ma talvolta ai pazienti si pratica un catetere aggiuntivo in un altro vaso per misurare la pressione sanguigna dall’interno di quell’arteria.

Tutti questi interventi incredibilmente invasivi hanno l’obiettivo di sostenere il corpo semplicemente in modo che possa provare a combattere il virus e guarire, anche se non sempre la lotta è vinta. Molti pazienti rifiutano questi trattamenti o più semplicemente il loro corpo è troppo debilitato per sopportarli. Sopraggiunge quindi la morte per Covid-19.

Morire di Covid-19

Una volta arrivati al punto di dover essere sottoposti alla ventilazione meccanica e a tutti gli interventi descritti sopra, la possibilità di sopravvivenza è compresa tra il 40 e il 60 percento. Un lancio di monete che può valere la tua vita o la tua morte.

Quando l’intubazione diventa necessaria, gli ospedali spesso cercano di organizzare in qualche modo un incontro tra il malato e i membri della famiglia. Dopo che il tubo è stato inserito, i pazienti potrebbero non essere più coscienti o in grado di parlare di nuovo prima di guarire o di …. morire. Indipendentemente da ciò, l’ultima persona con cui i malati hanno un contatto cosciente prima di essere sedati ed intubati è in genere un membro del personale medico. Potrebbe essere anche un medico che il paziente non ha mai visto e con il quale non ha costruito nessun rapporto personale.

Nonostante il rigoroso isolamento per i pazienti Covid-19, i medici degli ospedali cercano sempre di fare in modo che i pazienti non muoiano da soli. Per coloro che cedono troppo rapidamente, spesso non c’è tempo di avvisare la famiglia famiglia e di farla arrivare. Quelle persone muoiono circondate da personale medico.

I medici hanno descritto il Covid-19 come un modo unico e terribile di morire. Si tratta di una malattia che provoca un enorme caos nel corpo e nella mente

Le Cause Della Morte per Covid-19

La causa di molte delle morti di pazienti Covid-19 è dovuta ad una sproporzionata risposta infiammatoria dovuta alla Sindrome da distress respiratorio acuto e all’immunotrombosi.

La Sindrome da Distress Respiratorio Acuto

Si tratta di una patologia potenzialmente letale quando i polmoni non sono in grado di funzionare correttamente. Questa patologia è causata da una lesione alla parete capillare dovuta a malattie o contusioni. Abbondanti fuoriuscite di liquido dalle pareti capillari dei polmoni causano un accumulo di fluido e al conseguente collasso delle sacche d’aria, rendendo i polmoni incapaci di effettuare lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica.

Sindrome tromboinfiammatoria ostruttiva dei vasi polmonari microvascolare

Questa immunotrombosi può peggiorare l’ipossia (una carenza di ossigeno a livello dei tessuti dell’organismo.) causando la morte in un’ampia percentuale di pazienti. Questa sindrome consiste nella formazione di coaguli polmonari con conseguenti embolie polmonari.

Pubbicato Originariamente il:25 Dicembre, 2021 @ 20:40

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