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Morte eredità testamento e burocrazia

Non bastava il dolore. Ci voleva anche la burocrazia per la morte di qualcuno

Morte eredità testamento e burocrazia

Morte, eredità, testamento e burocrazia. Dopo la morte di un genitore o un parente, ci sono aspetti della burocrazia molto importanti da considerare: quelli legati all’eredità, al testamento. Le spese del funerale dovrebbero invece essere spalmate tra gli eredi secondo le percentuali previste dalla legge o dal testamento. Accordarsi in maniera differente tra gli eredi, per quanto riguarda la ripartizione delle spese delle esequie, è possibile.

Se il defunto aveva redatto un testamento bisogna pubblicarlo davanti a un notaio, in presenza di tutti gli eredi e legatari. Bisogna ricordare che gli eredi non sono obbligati ad accettare l’eredità ma una volta accettata, ci si accollano anche le eventuali passività, debiti, che il defunto aveva contratto.

In mancanza di un testamento l’eredità spetta normalmente al coniuge e ai figli del defunto. Se il defunto non aveva figli, oltre al coniuge hanno diritto a una quota di eredità anche i fratelli e i genitori (se questi sono ancora in vita). In ogni caso al coniuge spettano i due terzi del patrimonio ereditario

Qui potrete trovare i paragrafi del codice civile che trattano le successioni (eredità).

Dopo la morte di un genitore o di un parente bisogna anche informare il fisco del passaggio agli eredi del patrimonio del de cuius. Questo entro entro un anno dalla morte. È necessario oltretutto registrare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate.

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