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Perché facciamo visita alle tombe dei nostri cari?

Perché facciamo visita alle tombe dei nostri cari?

L’usanza di visitare le tombe è molto antica. La prima Pasqua, Maria Maddalena e alcune sue amiche stavano andando a visitare la tomba di Cristo. Ma Perché facciamo visita alle tombe dei nostri cari?

La cultura ebraica ha momenti specifici in cui è possibile visitare il cimitero. Dopo il periodo di shiva, che dura sette giorni, si può visitare il cimitero, ma per tradizione non viene collocato un monumento o una lapide fino all’anniversario di un anno dalla morte. Quando un familiare o un amico visita una tomba, è consuetudine posizionare una piccola pietra sopra o vicino al monumento per indicare che è stata fatta una visita.

In Messico ai accendono d’artificio durante a celebrazione del “Giorno dei Morti” e la gente va in massa al cimitero. In Estonia, la vigilia di Natale è un momento in quella nazione baltica in cui le persone vanno con le candele a visitare i parenti al cimitero. Molte di queste pratiche derivano dalle anriche credenze pagane, come quelle degli antichi egizi che ogni anno portavano del cibo al cimitero.

Alcune persone di fede cristiana cristiani hanno problemi ad andare al cimitero, pensando che una visita al luogo dei morti in qualche modo possa invalidare la loro convinzione che la persona non sia lì ma in Paradiso. Nella Bibbia, comunque, non sembra esserci alcun divieto a far visita ai propri cari defunti. 

Perché facciamo visita alle tombe dei nostri cari?

Non abbiamo ancora dato una risposta alla questione: “Perché facciamo visita alle tombe dei nostri cari?”. Per rispondere a questa domanda, possiamo addurre diverse motivazioni. 

Visitare la tomba di una persona cara onora la memoria di quella persona. È un modo per dimostrare che la vita di questa persona ha avuto un significato sulla Terra che non è andato dimenticato. Alcune persone vedono l’intero processo di visita ad una tomba come qualcosa di spirituale. Essere su un terreno santificato è fonte di conforto e pace; un luogo dove la contemplazione e la preghiera sembrano naturali. Altri invece vanno con il semplice intento di visitare quella persona, come se questa fosse ancora viva. Una tale linea di pensiero può essere un modo per le persone di chiudere questioni in sospeso o continuare in un certo senso a godere della vicinanza della persona che non c’è più.

Il più delle volte, visitando le tombe di genitori, notti e parenti conosciuti in vita si sente ancora forte la loro presenza. Si prova conforto nel sapere che si trovano insieme, e che un giorno ci uniremo a loro. 

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