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Persone Sopravvissute ad un colpo di pistola alla testa

Persone Sopravvissute ad un colpo di pistola testa

In precedenza su Dopo La Morte abbiamo visto cosa succede quando la testa viene colpita da un colpo di pistola (ne parliamo qui) e di come è possibile che qualcuno ne sopravviva (puoi leggere qui). Adesso è arrivato il momento di raccontarvi di alcuni casi di persone sopravvissute ad un colpo di pistola alla testa.

Tammy Sexton

Una sera, il marito di Tammy Sexton è tornato a casa completamente ubriaco, come spesse volte aveva già fatto in precedenza. Soltanto, questa volta sarebbe finita in maniera molto differente. Tra i due è scoppiata una lite e così, suo marito ha impugnato una pistola calibro 38 e le ha sparato un colpo alla testa prima di rivolgere la pistola contro se stesso.

Il proiettile ha colpito Tammy poco sopra il suo occhio sinistro, è penetrato per circa cinque centimetri nel suo cervello, ha rimbalzato seguendo la curva del lato sinistro del cranio per poi fuoriuscire dietro l’orecchio sinistro. Sorprendentemente, quando al loro arrivo, la polizia ha trovato che non solo la Sexton era viva, ma si stava addirittura preparando il tè nonostante la ferita da arma da fuoco alla testa. Lo shock, l’adrenalina e, soprattutto, la traiettoria della pallottola che aveva mancato parti vitali del cervello, avevano permesso alla Sexton non solo di sopravvivere ma anche di rimanere cosciente.

Trasportata in eliambulanza in ospedale, i dottori hanno praticato una craniotomia a Tammy. Oggi, a distanza di tempo, la Saxton conduce una vita normale.

Malala Yousafzai

Yousafzai Malala è probabilmente la più famosa tra le persone sopravvissute ad un colpo di pistola alla testa, nella storia recente a causa del suo impegno a favore dei diritti della donna nel medio oriente. Malala era una ragazza pachistana di quindici anni molto attiva nelle piazze e sui social media per i diritti delle donne in Pakistan, nonostante ricevesse costantemente svariate minacce di morte.

Il 9 ottobre del 2012, mentre camminava per strada diretta a scuola con i suoi compagni di classe, un talebano armato l’ha riconosciuta e le ha ordinato di inginocchiarsi. L’uomo le ha puntato una pistola calibro 45 alla testa e ha esploso un colpo. La pallottola è penetrata all’interno della sua orbita sinistra, attraversano la parte interna dell’orecchio e finendo la sua corsa nella spalla sinistra di Malala. A causa della traiettoria del proiettile, soltanto un parte del lobo frontale sinistro è stato danneggiato dal colpo, coinvolgendo quindi un solo emisfero. Dopo una craniotomia, Malala si è ristabilita ricevendo in seguito il Premio Nobel per il suo impegno a favore dei diritti della donna.

Rachael Barezinsky

Nell’agosto del 2006, Rachael era la tipica liceale diciassettenne. Lei ed i suoi amici avevano sentito dell’esistenza di un fienile abbandonato che si diceva essere infestato dai fantasmi. Così, una notte, il gruppetto si mise in macchina e guidò fino al fienile. Mentre entravano nella struttura abbandonata, il proprietario sentendo dei rumori ha esploso nel buio dei colpi con un fucile calibro 22. Uno dei proiettili ha colpito Rachael Barezinsky al lato destro della sua nuca trapassando il cervello dall’emisfero destro a quello sinistra fino a fermarsi nella parte frontale del cranio poco al di sopra dell’occhio. Il proiettile della calibro 22 aveva la punta cava e quando ha colpito la testa si è aperta assumendo la forma di un fungo raddoppiando di fatto la sua superficie. Il proiettile danneggiò quindi quattro lobi : occipitale, temporale, parietale e frontale e a peggiorare la situazione aveva colpito entrambi gli emisferi.

Per fortuna, la Barezinsky è stata portata immediatamente in ospedale dove i medici le hanno praticato una craniotomia d’urgenza, riuscendo a rimuovere i frammenti delle ossa e del proiettile. Il proiettile, tuttavia non potè essere rimosso. In più i medici dovettero asportare a Rachael parte del lobo temporale che era andato ormai in necrosi.

Nonostante si sia completamente ripresa, la Barezinsky soffre di problemi di memoria ed è in continua terapia riabilitativa fisica che non le impediscono però di condurre una vita piuttosto normale.

Il contadino che ha sparato al gruppetto di adolescenti è stato condannato a diciannove anni di carcere.

Gabby Giffords

Gabby era un parlamentare rappresentante dell’ottavo distretto dell’Arizona. L’8 gennaio 2011, la Giffords stava partecipando ad un incontro con i residenti del suo distretto. Tra la folla si aggirava un ventitreenne affetto da disturbi schizofrenici: Jared Loughner. Jared portava con se una nove millimetri e, dopo essere arrivato di fronte a Gabby le ha sparato in fronte da un metro scarso di distanza.

Il proiettile è entrato dritto sopra l’occhio di Gabby, ed è uscito dalla parte opposta. A salvare la vita della Giffords sono state due circostanze: la traiettoria del proiettile ha interessato un solo emisfero del cervello, lasciando l’altro intatto e la rianimazione cardio polmonare praticata da un suo collega di partito in attesa dell’arrivo dei soccorsi.

Il danno al cervello le ha portato difficoltà di parola e di controllo dei movimenti volontari. Dopo mesi di riabilitazione, tuttavia è guarita completamente tornando addirittura al suo attivismo politico.

Sopravvivere ad un colpo di pistola alla testa

Questi esempi dimostrano chiaramente che per sopravvivere ad un colpo di pistola alla testa, occorrono, oltre ad una buona dose di fortuna, anche due fattori determinanti: il colpo deve essere sparato da una pistola poco potente e l’accesso alle cure mediche dev’essere pressoché immediato.

Non sempre è così

C’è tuttavia da ribadire che queste sono eccezioni, non la regola. Un caso famosissimo che rispetta tutti i criteri ma che è finito con la morte della vittima. Stiamo parlando del caso dell’assassinio di Robert Francis Kennedy. Robert Kennedy era un senatore del Massachusetts che nel 1968 concorreva alla carica di Presidente Degli Stati Uniti d’America.

Il 5 giugno, Kennedy diede un comizio all’Ambassador Hotel di Los Angeles, dopo aver vinto le primarie in California. Dopo il suo comizio, Kennedy uscì dall’Hotel passando dalla porta della cucina. Qui salutò un aiuto cameriere di diciassette anni, Juan Romero. Proprio in quel momento, un uomo di nazionalità giordana Sirhan Bishara Sirhan è arrivato alle spalle di Kennedy esplodendo otto colpi di una pistola calibro 22.

Quattro degli otto colpi andò a segno: uno dietro il suo orecchio destro, uno alla spalla destra, e due all’ascella. Kennedy fu portato d’urgenza in ospedale dove i medici praticarono una craniotomia d’urgenza ma non riuscirono ad asportare ne la pallottola ne i frammenti d’ossa dal suo cervello. Dopo un intervento chirurgico durato 26 ore Kennedy si spense il 6 luglio del 1968.

Come mai Kennedy non è sopravvissuto?

Il colpo è stato sparato da una pistola di piccolo calibro. Kennedy ha ricevuto cure mediche immediate. Il proiettile ha danneggiato un solo emisfero del cervello di Kennedy. Se tutte questi requisiti erano soddisfatti, come mai Kennedy non è tra le persone sopravvissute ad un colpo di pistola alla testa?

Nel caso di Kennedy c’è stato qualcosa di molto differente rispetto agli altri casi raccontati più in alto: la posizione del proiettile. Il proiettile, entrato della dietro il suo orecchio ha danneggiato il cervelletto e la corteccia cerebrale destre. Questo ha portato ad una riduzione delle funzioni cerebrali ed un edema. Il tronco encefalico, adiacente a quest’area è rimasta danneggiata a causa del gonfiarsi del cervello. Il tronco encefalico svolge un ruolo fondamentale nel controllo delle funzioni automatiche come ad esempio il controllo del battito cardiaco, la respirazione ed il sonno. Il cervello, gonfiandosi è andato a premere sul tronco encefalico che ha smesso di funzionare correttamente. Ulteriore pressione sul tronco encefalico arrivava dall’edema che andava formandosi. A questo punto anche Kennedy ha smesso di respirare perché i polmoni non ricevevano più il segnale dal cervello.

Queste persone Sopravvissute ad un colpo di pistola alla testa, sono state quindi fortunate nella loro sfortuna perché la probabilità di sopravvivere a tale ferita è davvero bassa.

Se siete curiosi di sapere cosa accade quando un proiettile colpisce la testa di un povero malcapitato, potete leggere questo articolo.

Pubbicato Originariamente il:13 Marzo, 2022 @ 15:53

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