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Quando i vivi sembrano morti

Non è sempre facile dichiarare la morte. Se soffri di una di queste condizioni, potresti svegliarti in una cella frigorifera e senza organi vitali

Quando i vivi sembrano morti

Quando i vivi sembrano morti sono grossi guai per i medici. Sebbene sembri facile dichiarare la morte di una persona, ci sono dei casi, o per meglio dire, delle condizioni, in cui è meglio controllare due volte il paziente, se non si vuole incappare in uno scomodo caso di Sindrome di Lazzaro.

Ipotermia

Una di queste condizioni è l’ ipotermia. Con l’ipotermia, il corpo subisce un calo di temperatura improvviso e potenzialmente fatale, di norma provocato da una prolungata esposizione al freddo (pare strano eh?)

L’ipotermia può rallentare sia il battito cardiaco che la respirazione, al punto da divenire quasi impercettibili. Si ritiene che l’ipotermia abbia portato ad una diagnosi di morte sbagliata di un neonato in Canada nel 2013. Il bambino era nato su un marciapiede a temperature gelide. I medici giunti sul posto non sono stati in grado di rilevare il polso così il bambino è stato dichiarato morto. Due ore più, il bambino ha iniziato a muoversi. L’esposizione del bambino a temperature così rigide potrebbe aver fermato l’intera circolazione ma le condizioni neurologiche del bambino potrebbero essere state preservate proprio dal freddo.

Catalessia

La catalessia è caratterizzata da uno stato di trance, respiro rallentato, sensibilità ridotta e completa immobilità La catalessia può durare solo alcuni minuti fino ad intere settimane. La condizione può essere sintomo di disturbi neurologici come epilessia e morbo di Parkinson.

La Sindrome del Lock-in

Nella sindrome del lock-in, un paziente è consapevole di ciò che lo circonda, ma ha una paralisi completa dei muscoli volontari, ad eccezione dei muscoli che controllano il movimento degli occhi. Vivere la sindrome del Lock-in è come essere sepolti vivi. Si riesce a pensare con lucidità, a sentire ma non si riesce a comunicare assolutamente nulla al mondo esterno. Ecco perché la sindrome viene definita Lock-in: rinchiusi.

Quando i vivi sembrano morti: un ragionevole dubbio

Alcuni ricercatori ritengono che i medici dovrebbero aspettare 10 minuti dopo l’interruzione della RCP prima di dichiararli morti. I pazienti dovrebbero essere “monitorati passivamente” per 10 minuti dopo la presunta morte, per evitare di incorrere a conclusioni troppo azzardate. Se tuttavia c’è in ballo la donazione di organi, altri ricercatori fanno notare che aspettare 10 minuti potrebbe essere dannoso. Infatti quanto più a lungo gli organi restano privi di afflusso sanguigno, tanto meno è probabile che siano idonei alla donazione. Le attuali linee guida, prima di dichiarare la morte, raccomandano da 2 a 5 minuti di monitoraggio dopo che il cuore ha smesso di battere.

Effetto Lazzaro

Quando il battito cardiaco torna spontaneamente in un paziente all’apparenza morto, si verifica l’Effetto Lazzaro, o Sindrome Di Lazzaro.

Dell’effetto Lazzaro, ne parliamo in questo articolo: La Sindrome di Lazzaro: Quando i Morti tornano in Vita

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