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Sepolti vivi: Le migliori strategie usate nella storia per evitarlo

Queste ingegnose tecniche del XIX secolo miravano a garantire che “morto” significasse DAVVERO “morto”.

sepolti vivi
Bara salvavita in casi dubbio sull'effettiva morte

E se il tuo ultimo respiro fosse stato solo una cattiva diagnosi? E se la tua famiglia, il dottore, il medico legale si fossero sbagliati e tu ti ritrovassi in una bara sepolto vivo? Probabilmente gratteresti il soffitto, e grideresti chiedendo aiuto, ma nessuno, proprio nessuno, ti sentirebbe. C’è un nome per questa sensazione: tafofobia, la paura travolgente di essere sepolti vivi.

Per secoli ci sono state storie, sebbene molte delle siano di fantasia, su persone che hanno incontrato questo terrificante destino. Ci sono però effettivamente stati dei casi reali. Secondo Christine Quigley nel suo libro The Corpse: A History , “all’inizio del 1900, un caso di sepoltura prematura veniva scoperto in media una volta alla settimana”. Una volta a settimana è una media preoccupante. È qualcosa su cui bisognava ingegnarsi affinché non accadesse.

Quindi, come assicurarsi che i morti non siano sepolti vivi?

Si può sempre fare affidamento all’antico metodo romano in cui si aspettavano ben otto giorni per seppellire un corpo, dando al presunto defunto tutto il tempo per svegliarsi. Ma forse questa soluzione sembrava troppo banale. I tafofobi più intraprendenti nel corso della storia, e specialmente nel XIX secolo, hanno ideato una vasta gamma di metodi per garantire che morto significhi morto… sul serio.

Temendo una sepoltura prematura, Hannah Beswick, una donna inglese del XVIII secolo, lasciò l’intera proprietà al suo medico, Charles White, ma ad una condizione: il suo corpo non avrebbe mai dovuto essere sepolto. Piuttosto, il Dottor White aveva il compito di controllare il suo cadavere ogni giorno finché non fosse stato sicuro, davvero sicuro, che fosse morta. Il patto è un patto, ma ad un certo punto, il dottor White ha imbalsamato il corpo di Hannah Beswick. White teneva i resti mummificati di Hanna nella sua collezione di campioni anatomici e ogni giorno, per diversi anni, il buon dottore e due testimoni si assicuravano che fosse ancora morta. Successivamente il dottor ha spostato il corpo mummificato in una vecchio baule e, come scrive Jan Bondeson nel suo libro A Cabinet of Medical Curiosities , il medico apriva il baule “una volta all’anno per vedere come stava la sua paziente preferita”.

La bara di sicurezza

Il brevetto statunitense numero 81.437 fu rilasciato nel 1868. Questo brevetto riguardava una particolare invenzione: la bara di sicurezza. Si trattava di una particolare bara fornita con campanelle e fischietti di cui i non morti potrebbero aver bisogno per mostrare la loro vitalità. Il progetto include una corda, una scala e un campanello. Ti svegli nella bara? Suona il campanello che è stato ingegnosamente collegato alla corda. E, se non ci fosse stato nessuno nei dintorni a sentire quella scampanellata, l’inventore Franz Vester ha immaginato che grazie alla scala, il novello Lazzaro avrebbe potuto uscire dalla tomba con agilità.

Tomba con vista

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Per non correre rischi, Timothy Clark Smith ha fatto installare una finestra sulla sua tomba

Come Hannah Beswick, anche Timothy Clark Smith , un malato di tapofobia del Vermont, ha deciso di fare affidamento sugli altri per assicurarsi che la sua morte non fosse stata annunciata troppo presto. Smith chiese di avere una finestra installata sulla sua tomba, “a 180 centimetri sopra di lui e centrata esattamente sul suo viso”. Oggi il vetro si è appannato con il tempo ed è impossibile dare un’occhiata a Smith, ma a detta di tutti, Smith non ebbe mai bisogno dell’assistenza di un passante. Smith morì sul serio nel 1893.

Il “maniglione antipanico”

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Piccolo problema: Come avrebbero fatto i risvegliati avrebbero sollevato quei pesanti coperchi della bara? Il brevetto di Johan Jacob Toolen del 1907 prevedeva che i sepolti prematuramente potevano essere un po’ stanchi e debolucci. La bara inventata da Toolen aveva un coperchio che, grazie a due manovelle poste ai lati, potesse essere facilmente apribile in modo che i presunti morti non avrebbero dovuto sforzarsi troppo per ottenere la libertà. Il suo design era fatto su misura per la persona non morta autosufficiente e, “Con uno sforzo molto leggero da parte sua”, ha spiegato Toolen, il morto apparentemente, “può ottenere immediatamente una scorta di aria fresca e in seguito la libertà uscendo dalla bara”.

Sistemi di areazione e sensori di movimento

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Alcuni lungimiranti progettisti di bare di sicurezza pensarono proprio a tutto. Il progetto di Gael Bedl del 1887 era dotato di un tubo dell’aria che si sarebbe aperto automaticamente se ci fosse stato un movimento nella bara. La bara presentava anche un “apparato di allarme elettronico”, che emetteva un suono udibile quando il tubo dell’aria entrava in funzione. Stando al brevetto di Bedl, il tubo di areazione si sarebbe potuto realizzare in qualsiasi materiale decorativo. Stile e funzionalità per il nostro prodotto top di gamma!

Meglio esserne sicuri

William Tebb era un uomo molto impegnato nel 1896. L’uomo d’affari aveva dedicato gran parte della sua vita alle sue varie campagne: promuovere i diritti degli animali, manifestare contro la guerra e contro anti-vaccini, ma un incontro in particolare diede a Tebb la possibilità di assumere il ruolo di paladino per i prematuramente sepolti.

Tebb incontrò Roger S. Chew, un medico che grazie ad un suo famigliare particolarmente attento, riuscì all’ultimo momento, nel 1890, ad evitare una prematura sepoltura. Dopo essere scampato alla sepoltura da vivo, Chew si dedicò alla medicina con l’obiettivo di salvare gli altri da quello che stava quasi per succedergli. L’incontro con Chew fece scattare qualcosa nella testa di Tebb che nel 1896 fondò la London Association for the Prevention of Premature Burial (Associazione Londinese per la Prevenzione delle Sepolture Premature). Tebb, insieme ad Edward Vollman (egli stesso sopravvissuto ad una quasi sepoltura), pubblicò nel 1905 il libro Premature Burial and How It May Be Prevented (Sepolture Premature e come possono essere evitate).

Sepolture Premature e come possono essere evitate

Il libro scritto da Tebb e Vollman ha descritto le circostanze nelle quali si potrebbe essere scambiati per morti come ad esempio trance e stato catatonico. Il libro includeva anche varie tecniche che erano state utilizzate in passato (e non sempre con successo) per evitare che ciò accadesse. Gli autori hanno esplorato ogni opzione. Usare il fuoco per ustionare la mano della presunta persona morta poteva non essere efficace perché la persona priva di sensi avrebbe potuto non rispondere all’applicazione di ferri roventi. Nel libro si parla anche di iniettare morfina o stricnina ai presunti morti, che, beh, se non fossero morti prima … poco dopo magari lo erano.

Il libro ha anche esplorato la respirazione artificiale e lo shock elettrico, che all’epoca erano entrambe nuove idee. Alla fine, gli autori hanno ammesso che tutto il loro lavoro di ricerca poteva non essere effettivamente molto efficace. I morti sarebbero sempre morti per coloro privi di fantasia e, hanno aggiunto in sostanza che, “se sembra morto, allora è morto”. Quando Tebb è morto, non ha corso rischi. È stato cremato una settimana dopo.

La paura di essere intrappolati prematuramente in una bara non è solo prerogativa del XIX secolo. Recentemente, sono stati presentati progetti per bare e strumenti che per segnalare una sepoltura prematura. Ancora oggi, nel profondo di tutti noi si annida la preoccupazione persistente che quello che doveva essere il nostro luogo di eterno riposo possa alla fine diventare in effetti la nostra causa di morte.

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